Tiriamo un sospiro di sollievo. I nostri presidenti di calcio non sono nel mirino della giustizia. Noi lo sapevamo da tempo, ma si sa come vanno le cose con la giustizia ordinaria e soprattutto con quella sportiva. Dunque ci hanno confermato e rassicurato che Enrico Preziosi non è “sportivamente pericoloso”, mentre Garrone non c’entra nulla con il Napoli. Insomma, due presidenti puliti, corretti, con la fedina sportiva immacolata. Il buon senso. Ci dispiace solo che si sia perso molto tempo attorno ad una faccenda che solo certa nostra giustizia ha preso in considerazione.
Tante scartoffie, tanti soldi spesi malamente per dire che Preziosi e Garrone sono “lindi”. Complimenti amici di Palazzo! Speriamo abbiate finito di tormentare questa povera città genovese che alla fine risulta essere una delle poche isole calcistiche felici e serene. Andate dove c’è veramente marcio. Al “lupo cattivo Enrico” e al “lupo cattivo Duccio” pensiamo noi.
Fossero tutti così i veri lupi italiani…
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Sono d’accordo con il mio amico e collega Massimiliano Lussana (che ha scritto il più bel editoriale sul trionfo rossoblu) quando sostiene che Preziosi, comunque la si pensi su di lui, “ha regalato a un popolo una nuova capacità di sognare“.
Proprio così. E ho visto anche con simpatia il sorriso aperto e sincero di Marta Vincenzi quando, a Palazzo Tursi, ha salutato i giocatori del Genoa ammantandosi di rossoblu, con un grande scialle (a lei piacciono molto gli scialli firmati) attorno al collo. Un buon segno.
Finalmente un sindaco che guarda anche un pò allo sport e al calcio, considerandolo (spero) un elemento trainante anche dal punto di vista turistico. Ed è stato bello che, proprio a Tursi, si siano incontrati come “rivali” presidente e sindaco, il primo genoano doc, la seconda sampdoriana (non proprio doc) e nuovo primo nostro cittadino.
Un abbraccio che conferma come il calcio (e in genere lo sport) possa comunque unire in un obiettivo comune: che è poi quello di avere tutta la città nella massima serie. L’augurio è che la “A” valga anche per il futuro di Genova, in tutti i suoi settori.
E’ arrivato Walter Mazzarri. Da un “sogno di un Walter” (Novellino) ad un altro sogno. Speriamo sia davvero la volta buona. Siete contenti? Spero di sì. Personalmente avrei confermato ancora per un anno Novellino. Ma credo anche che un cambio di guardia possa servire per dare una spinta e creare un po’ di entusiasmo nelle file solitamente un impigrite dei tifosi. Onestamente però non penso che Garrone vorrà fare voli d’angelo in chiave economica: dunque, con una formazione più o meno valida come quella di Novellino (nome più nome meno), l’augurio è che Mazzarri sappia farla giocare meglio e far sì che diverta il pubblico. E’ quello che chiedono i tifosi.
Ci sarà anche l’Intertoro e la Uefa: ecco, a questo punto, l’organico dovrà essere rimpolpato a dovere. Ne è convinto Garrone?
Marotta va in giro giustamente gridando: “Bambole non c’è una lira…” ma sappiamo che poi, grazie alla sua bravura, qualche lira la fa saltare fuori…
Novellino deve andarsene o deve restare? Sono ossessionato da questo interrogativo dopo aver seguito giornali, televisioni, amici e colleghi che dissertano su questo allenatore e dicono ognuno la loro. Deve andarsene pur avendo dato molto. No, deve restare perché è serio e ama la Samp. Io ho la fortuna di operare, come opinionista, accanto al mio caro amico Maurizio Michieli (capo servizi sportivi di Primocanale), e lui vuole convincermi che è bene che Novellino se ne vada e che è certo che arriverà Mazzarri (Walter anche lui) insieme al bomber Bianchi. Mi ha proposto di scommettere, io non scommetto mai perché sono vile e ho paura sempre di perdere. Michieli sostiene che Novellino ha fatto il suo tempo, ma che comunque è stato uno dei migliori allenatori che ha avuto la Samp. E allora? Perché caro Maurizio, se è bravo deve andarsene? E’ mai possibile che un allenatore sia bravo per quattro anni e al quinto diventi scarso?
Maurizio rispondimi, e anche voi!
Enrico Preziosi è davvero uno stravagante personaggio. E’ convinto ormai (ed è bellissima cosa) che il Genoa sarà promosso. Tanto è vero che ha comprato prima il più bel teatro di Desenzano, poi la lussuosa villa di Lele Mora a Porto Cervo. Dove, sembra di capire, celebrerà la promozione. Siamo con lui, nella convinzione che, se c’è giustizia (su tutti i versanti), il Genoa deve venire in serie A. Ma a tal proposito pongo un interrogativo: perchè si continua a parlare solo e soltanto dell’ultima partita fra Genoa e Napoli, come se tutto dipendesse da quell’ultima gara? Non creiamo tensioni o strane ossessioni su quell’incontro: al quale, secondo me, bisogna arrivarci in posizione (dico per il Genoa) assolutamente favorevole rispetto a quella del Napoli. E allora, pensiamo a vincere il più possibile, stiamo tranquilli, non drammatizziamo già da ora, non fasciamoci la testa pensando che tutto si risolverà all’ultima tappa.
Coraggio, ditemi la vostra.
Duccio Garrone, di questi tempi, rimane lievemente nell’ombra, almeno sul piano pubblico: pensa molto alla sua banca San Giorgio, (che sta facendo operazioni di fusione molto allettanti), ma fra le “mura domestiche” con i suoi collaboratori pensa anche alla Samp. Due motivi lo stanno convincendo che la prossima sarà una stagione particolarmente stimolante. O almeno così dovrebbe essere. Ecco i due motivi:
a) la possibilità vera di realizzare la grande opera in area aeroporto con il grande stadio e tutte le strutture connesse. E’ vero che, al momento, se ne parla poco, ma è altrettanto certo che la “burocrazia” romana si sta allentando. Dunque l’opera arriverà in porto
b) il fatto che, con molte probabilità, “l’altra società” (cioè il Genoa) sarà probabilmente promossa alla massima serie, ritornando così all’eccezionale rivalità con i blucerchiati. E questa sarà una “molla” fondamentale in un uomo come Garrone che, al tavolo del gioco (compreso lo scopone) vuole sempre vincere.
Che ne pensate? Fatemelo sapere




