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Mario Giacomazzi e lo stadio

giacoma.jpgAdesso che è nata la nuova giunta comunale, si attende il responso sul progetto straordinario di Garrone e Giacomazzi, che fu presentato qualche tempo fa alla fiera di Milano.
Mario Giacomazzi è l’advisor del progetto. Ha detto: “Una volta che è stato dato il via al progetto, ci vorranno trentasei mesi per la sua realizzazione”.
- Presidente i vincoli burocratici?
“Beh, certamente i lacci burocratici non sono rapidi, ci vorrà del tempo purtroppo, perchè i permessi devono fare il loro corso”.
- E allora?
” E allora per ora c’è la ferrea volontà di Garrone, della società Golfo e della società delle famiglie Garrone - Mondini che per primi hanno voluto l’impianto. Il progetto è solido, ci sono forti investimenti olandesi, il Forum Invest, che ha condiviso il business”.
- Cosa manca, dunque?
” Manca il consenso degli amministratori locali. Poi credo sia importante che il progetto sia utile a tutti. La zona Cornigliano - Sestri è delicata per le infrastrutture. I nuovi municipi dovranno essere d’accordo, le associazioni commercianti pure”.
- Insomma volete in consenso generale.
” Penso sia importante. E’ un’opera che deve servire a tutti. Ecco perchè bisogna andare avanti con la massima attenzione”.
Mario Giacomazzi è molto prudente. Anche perchè accanto alla stadio dovrebbe sorgere uno Shopping mall. Un centro commerciale, ma con attività dedicate. Non sarà una seconda Fiumara. Ci saranno spazi per lo sport, un grande centro vela, aree espositive per la floricultura, aree per la promozione della Liguria. L’aeroporto p vicino, sarebbe un’occasione straordinaria da non perdere.
- E lo stadio?
“Sarà assolutamente sicuro, trentaduemila posti, le famiglie potranno tranquillamente accedervi, senza alcun timore.
- E l’occupazione?
” Ci saranno forti ricadute anche su questo versante”.
- Conclusione Giacomazzi?
“Conclusione è un progetto non facile, ci vorrà ampio consenso, deve essere condiviso”.

La “leggenda” di Fabrizio De Ferrari

leggenda genoana.jpgLa leggenda genoana. Che bella idea, specie in questo momento che si preannuncia felicissimo per il vecchio grifone. Ne parlo con un giovane manager che da qualche tempo porta avanti iniziative di tutto rispetto: si chiama Fabrizio De Ferrari (figlio del celebre editore Gianfranco) che è entrato nell’azienda con il compito di gestire la nuova società De Vega (tutto sul mondo musicale italiano e internazionale) e occuparsi di iniziative speciale come queste “leggenda genoana”.
- L’idea è forte, Fabrizio De Ferrari? “Molto e sta avendo un grande successo. Tre volumi di storia del calcio genovese, ma anche italiano”.
- E poi si trenta poster in regalo di antichi campioni. “Certamente, un’altra idea che ha fatto centro. Li uniamo alla Gazzetta del Lunedì, costano 2.40 euro. Vanno a ruba.
- Siete al terzo volume? “Sì, a fine mese dovremmo chiudere e poi preparare un grande album che comprenderà tutta questa leggenda”.
- Nell’ultimo volume abbiamo visto la foto di copertina di Onofri, abbiamo letto di un certo… Cesare Abbadie, del mago della bovisa Bagnoli? “Ma il grande successo è stato sui campioni del passato da Garbutt, al Filtrador, a Verdeal e infine un ricordo suggestivo di Lino Bonilauri. Insomma un bel successo”.

Gianni Pisani sta “sviluppando” Genova

Pisani.jpgA proposito di “scontro di generazioni” (settanta contro quarantenni), personalmente vado alla ricerca della generazione più giovane, perchè sono convinto che esiste e abbia protagonisti di grande livello. Eccone, uno, ad esempio, che non ama molto apparire, ma rappresenta un manager di alto profilo: si chiama Gianni Pisani. Presidente da anni della “Interconsult”, oggi eccolo al vertice di “Sviluppo Genova”, una nuova società che accompagna lo sviluppo economico del nostro territorio. Pisani è un eccellente imprenditore, dinamico, intelligente, la sua Interconsult viaggia con utili annuali costanti, aumenta il personale, migliora l’efficienza. Con “Sviluppo Genova” nasce per Pisani una nuova esperienza, di tipo pubblico, dunque più delicata, ma anche più stimolante. “Stiamo lavorando - dice - molto con i miei collaboratori, abbiamo già creato tre nuovi poli industriali che andremo a gestire. A Voltri un’antica cartiera di oltre cinquemila metri per gli artigiani, a San Quirico, accanto al mercato dei fiori, nuovi spazi produttivi, a Ronco Scrivia 21 mila metri per le imprese e un parco attrezzato fluviale. Tre poli importanti.
- Altro grosso impegno: l’area delle acciaierie di Cornigliano?
“Su mandato della Società per Cornigliano spa, nell’area a caldo delle acciaierie (agglomerato, cockeria, sottoprodotti, altoforno), Sviluppo Genova si occupa di tutti gli interventi di riconversione delle aree siderurgiche recuperate. In particolare, a oggi, degli interventi di smantellamento, demolizione, bonifica e infrastrutturazione. I lavori iniziati nella primavera 2006, proseguono secondo i programmi. Sono stati avviati da tempo diversi appalti significativi quali la demolizione dei sottoprodotti, della vagliatura, del gasometro più piccolo, la demolizione di manufatti minori. Sono appena stati affidati gli appalti relativi alla demolizione della cockeria (3,5 milioni di euro) e dell’altoforno (3650000 euro), mentre è in corso la gara d’appalto per l’affidamento della demolizione del gasometro più grande (importo a base d’asta 1.600.000 euro) ed è in via di elaborazione anche la progettazione definitiva della nuova strada a 4 corsie (lunghezza 1.6 km) che collegherà lungomare Canepa con l’altra sponda del Polcevera con un nuovo ponte e raggiungerà Piazza Savio (stazione ferroviaria di Cornigliano). Sull’intera operazione di riqualificazione sono disponibili finanziamenti per 215.000.000 di euro.
- Presidente Pisani perchè un’antica cartiera a Voltri?
“Volevamo ristrutturare qualcosa che facesse parte della storia industriale di Genova e le cartiere, specie per il ponente genovese rappresentano un capitolo importante della storia produttiva della città. Nella ristrutturazione abbiamo recuperato e valorizzato tutte le strutture architettoniche e gli elementi che caratterizzano il fabbricato ottocentesco: dal tetto in ardesia ai decori della facciata, riprendendo quelli originali cancellati dal tempo”.
- A Ronco Scrivia state costruendo un nuovo grande polo produttivo…
“Metteremo al servizio di enti locali e imprenditori occasioni per fare impresa. L’obiettivo è quello di offrire alle piccole e medie industrie aree bonificate, dotate di infrastrutture e inserite in un sistema produttivo che, per loro, funzioni bene. Inoltre gli imprenditori, grazie alle conferenze dei servizi, avranno spazi in tempi brevi e a condizioni economiche competitive”.
- Infine a San Quirico…
“E’ previsto un nuovo insediamento di tre piani (in un capannone dove esiste il mercato dei fiori) di 6700 mq, pensato per le piccole medie imprese e per i laboratori artigiani. Il polo di San Quirico a regime potrà occupare oltre 50 persone”.
- Insomma, presidente, un’esperienza stimolante?
“Molto. Nuova, ricca di problematiche, ma affascinante. Genova, per noi, è città che non può non svilupparsi ordinatamente, ne ha tutte le potenzialità”.

Una macchina, un amore…

eos.jpgMi sono sempre domandato, com’è che, nonostante tutti dicano di essere in crisi, di vivere in una città dove il mercato non gira, e via dicendo, ci sia sempre qualcuno, per cui invece il mercato prosegue, magari rallenta, ma non si ferma mai. Dico questo, perchè quando incontro Silvano Siri, proprietario dell’autosalone Volkswagen in via Brigata Bisagno, la domanda si ripresenta sempre con estrema curiosità. Genova spesso nasconde peronaggi che hanno un’eccezionale vitalità, producono, comandano (guadagnano naturalmente), si sono affermati e continuano a produrre felicemente anche, appunto, in periodo di crisi. Siri è un personaggio tanto discreto, quanto conosciuto. Per anni innamorato del Genova, ha vissuto tutta la “Prima Repubblica” rossublu accanto ai suoi più significativi presidenti. Oggi è al fianco di un altro “genoanissimo”, Aldo Spinelli presidente del Livorno. Siri è considerato il Richelieu livornese, a fianco di Aldone. Ma anche le belle macchine sono state, e sono, un grande amore: si muove felpatamente nel salone, fra luccichii di cerchioni e forme all’avanguardia, e te ne parla come se ti raccontasse di un incontro fatale. Mi porta in giro e, guardandola con infinito amore, mi presenta l’ultima creatura della casa tedesca: “Si chiama Eos, è il futuro. Basta scegliere tra coupé e cabriolet, la nuova Eos è tutt’e due queste cose, la linea coupé e il piacere di guidare una cabriolet. Che vuoi di più?”
- Posso sperare in un regalo? “No. Assolutamente. Ma te la faccio provare!”
- E’ una macchina da playboy, ci manca la Bardot! “Altri tempi. Ma Eos, non è solo esteriorità. È una bella con l’anima!”
- Ma chi la compra? “Tutti quelli che amano stile, eleganza e il desiderio di piacersi. Look raffinato e sportivo, pelle negli interni, cambio manuale a sei marce. Divertimento assicurato: un piacere guidarla. E il tettuccio in cristallo, l’hai visto? In 25 secondi passi dalla coupé al cabriolet. Credimi è la tua macchina”.
Per me ho qualche dubbio, ma spero che non la scopra mia moglie…
Silvano Siri ama molto lo slogan Volkswagen “automobilie per amore”. E mi dice: “Vedi la macchina è come un amore. E un grande amore ti rende felice per tutta la vita”.

Ma ditemi voi siete d’accordo?

Biasotti piace alle donne

Incontro Sandro Biasotti gongolante. Esce da un incontro con il mondo femminile, tante belle donne che lo hanno applaudito.
Saranno le donne a farla vincere Biasotti? “Non lo so. Certo l’universo femminile a me sta molto a cuore. La donna ha sempre avuto per me fascino e attrazione”.
Per quello che è stato definito uno dei genovesi più eleganti e in una trasmissione televisiva (”Peccati”) è stato considerato un pò vanitoso e anche narcisista?
“Credo che un pò di narcisismo ci voglia quando si diventa uomini pubblici, il piacere di piacersi e di farsi apprezzare anche con un pizzico di presunzione e appunto di narcisismo, sono qualità indispensabili”
Perchè ce l’ha tanto con Burlando?
“Burlando, Burlando. Mi è dispiaciuto perdere. Ero convinto di aver governato bene. Pensavo che i genovesi e i liguri dessero un voto meno politico. E soffro molto a vedere che la Liguria va in rovina”.
Addirittura? Non esagera un pò?
“Penso di no. Padoa Schioppa non ci dà un quattrino, Di Pietro non vuole il Terzo Valico, Mussi toglie fondo all’Iit. Non si fa l’ospedale di vallata nel ponente. Insomma, peggio di così…”
Perchè non ha voluto candidarsi?
“Io penso solo a ri-diventare governatore ligure. E’ il mio obiettivo; nel frattempo lavoro per rafforzare la mia lista e dare una mano a Musso”.
Che vuol dire il suo slogan: “sempre con voi”?
“Vuol dire che ci sono, che sono al fianco di coloro che mi hanno dato fiducia, che non me ne vado, anzi rafforzo la mia presenza accanto ai genovesi. E’ un urlo di fiducia e di speranza”.
“Facciamo il gioco della barca: sta andando a fondo, chi salva dei due amici che sono con lei? Burlando - Pericu”
“Pericu”
Vincenzi - Pinotti
“Pinotti”
Prodi - Berlusconi
“Berlusconi”
Di Pietro - Mastella
“Mastella”

Come sempre divertente e spiritoso, Sandro Biasotti si accinge a vivere anche questa imminente avventura elettorale. Molto disteso.