Ma questo stadio…

Siamo molto d’accordo che anche i genovesi non vogliano pagare il canone Rai. E ben fanno Gianni Plinio e Matteo Rosso a invitare la cittadinanza a firmare “contro il canone Rai”. Aldilà, vogliamo dire, di ogni ideologia vi poniamo questo quesito: è logico, ad esempio, che il cosiddetto servizio pubblico non dia mai, dico mai, spazio adeguato alle nostre squadre di calcio cittadine? E’ possibile seguire programmo sportivi Rai nei quali si parla solo di Inter, Milan, Juve, Mourinho e Del Piero? Con una Samp prima in classifica il genia in Europa? No calcio genovese, no canone!

Mario Giacomazzi. é l’advisor del progetto stadio di Garrone. In una intervista a Repubblica ha detto una cosa sacrosanta: lo stadio di Garrone con al fianco Preziosi non è solo uno stadio, è un progetto città che per Genova può valere moltissimo in chiave Expo di Milano ed Europei di calcio 2016. Dire stadio è improprio, fa a pugni con i modelli attuali cui guardiamo, Barcellona e Amsterdam. Ma chi lo capirà?

Marta Vincenzi. Il nostro sindaco ha detto: Il nuovo campo? mai sulle aree produttive! Bene. Ma quali sono le sere produttive? Facciamo un esempio: le aree bonificate dell’ex Ilva-Italsider andrebbero benissimo. Ma sapete perché non si può fare lo stadio? Perché dovrebbe nascere il distripark. Tutto da ridere. Dovrebbe! ma sapete quant’è che se ne parla di questo distripark? Da una vita. E così per l’area di Campi dove dovrebbe esservi una rimessa Amt (figurarsi!) e così per Multedo, ex fonderie, dove dovrebbe aumentare il porto petroli. Ma quando?Mentre se ci pensiamo bene cosa c’è di più produttivo di questo progetto-città che darebbe lavoro per anni a centinaia di persone, con un indotto eccezionale?

Derby. Anche il teatro a genova diventa palcoscenico di stracittadine: mentre da una parte “Genovese) approdano solo sampdoriani (ancorché i suoi vari direttori artistici, da massimo Chiesa a Danilo Staiti, siano ardenti genoani): a cominciare da Maurizio Crozza con il suo dissacrante spettacolo (ovviamente contro Berlusconi) a Dado Tedeschi. Mentre Luca Bizzarri genoanissimo va al Cargo di Lucia Sicignano e presenta insieme a Patrizio Roversi uno spettacolo, il meglio dei monologhi di viaggiatori nel tempo. Uno scontro a distanza . Segno, comunque, che ormai il fatto-calcio invade ogni spazio, anche quello teatrale. D’altra parte il calcio non è uno spettacolo per eccellenza?

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