Non so che campagna elettorale sarà (elezioni il 21 e il 22 marzo 2010), certo è che Sandro Biasotti sta preparando i suoi ‘cannoni.’ In Sardegna si è riposato, è rientrato in città, ha sbaragliato tutte le polemiche che lo volevano avversario di Bossi. Macchè: Bossi lo ha abbracciato e ha dichiarato: “Sei tu il nostro candidato in Liguria”. Le polemiche e le voci fastidiose dimostrano quanto sia considerato pericoloso Biasotti. “E’ vero - dice lui - le voci danno fastidio, ma noi andiamo avanti: con Bossi tutto chiarito”.
- E’ iniziata la campagna?
“Sono pronto, non sarà una campagna all’americana, nè sotto tono. Ho pronti i miei “point” che mi hanno promosso la volta scorsa. I miei elettori, sempre di più, mi aspettano in ogni quartiere”.
- Paura di Burlando?
“Per carità: battaglia corretta, ma per me vincente”.
- E Scajola?
“Figurarsi se Scajola si candida per la Regione! Lui ha altre mire, solo degli ingenui o degli invidiosi possono pensare in questo modo”
- E Berlusconi?
“Mi ha confermato che la mia candidatura è all’unanimità desiderata in Liguria”
- Paura delle …trappole degli invidiosi?
“No, sono tranquillo, anche se penso che arriveranno altre bordate. E’ buon segno, significa che faccio un po’ di paura”.
- In Sardegna ha pescato molto?
“Molto. Circa cento scorfani, besughi, calamari. Ma adesso vedrò di pescare la vittoria alle elezioni”
- I pericoli?
“Nessuno: i miei programmo sono chiari. Non bluffo. Come si dice: chi mi ama mi segua”
- Il sì di Bossi è stato un bel colpo
“Per i miei denigratori sì. Ma sapevo che Bossi era con me. Non avevo dubbi”.
- La prima mossa elettorale?
“Non ve la dico: ma Burlando deve stare all’erta…”




