Vorrei presentarvi, con una serie di rapide interviste, coloro che ci governano (o sono all’opposizione) e che hanno in mano i destini della nostra città o Regione. Chi sono i più guerriglieri? Certamente, seguendo il Consiglio Regionale, gli ‘oppositori’, come Gianni Plinio e Matteo Rosso, glie emergenti specie il secondo. Ma vediamo un po’ cosa pensa questo Matteo Rosso, medico apprezzato, ma ormai un politico vero che vuole fare politica e, secondo voci, è pronto per carriere superiori (leggi elezioni nazionali).
- Lei chi è Matteo Rosso?
“Sono un cittadino, padre di famiglia (mi è arrivato giorni fa l’ultimo erede). Ma anche un governante che cerca di guardare al bene della collettività”.
- Si sente obiettivo quando… attacca?
“Certamente sì, almeno l’onestà intellettuale mi è riconosciuta da tutti. Possiamo anche sbagliare, ma sempre guardando al bene dei cittadini”.
- Perchè ce l’avete tanto con la Vincenzi?
“Perchè ci sembra faccia poco, abbia idee strane. Ha delle priorità assurde”.
- Ad esempio?
“Per non ribadire battaglie già forti, la moschea. Non ha capito che i genovesi non vogliono la moschea?
- Ma non le sembra, Rosso, che gli islamici abbiano diritto ad un luogo di culto, tutto per loro?
“Certamente, e noi siamo per la libertà di religione. Ma oggi non è una priorità. E poi in momenti come questi i cittadini vogliono essere sicuri. Nelle moschee le frequentazioni non sempre sono solo… religiose”.
- Altri errori del sindaco?
“Insomma il gay pride: perbacco ma vengano i gay, ci mancherebbe, ma lanciare Genova come la città del turismo gay mi sembra eccessivo. O no?”.
- Vi sono altri…inghippi di Tursi?
“Ma scusi, le lucciole che ci proteggono dalla delinquenza. Non le sembra una scelta sbagliata? Via di questo passo Genova diventa la cttà dei gay e delle lucciole…”.
- Che Genova vorrebbe, Rosso?
“Intanto una città dove sia la cultura a dominare e invece siamo agli ultimi posti. Poi il turismo: ma la nostra cara Bozzano deve andare alla BIT e lanciare il gay.Pride come grande evento turistico genovese? Non è un modo per abbassare il profilo culturale della città”.
- Insomma dia un voto alla VIncenzi?
“Insufficiente, insufficiente… Ma vede io penso che invece di diktat servirebbe un bel dialogo, aperto e sincero…”




