Un pò in galera, un pò ai domiciliari. Questa “mensopoli o “bisteccopoli” che sia, è nel pieno della bagarre. Imbarazzo, incredulità e amarezza fra i cittadini. In Tursi l’opposizione si è comportata con cautela ed equilibrio, Marta Vincenzi l’ha elogiata. Ma forse le parole migliori le ho ascoltate dal senatore Sandro Biasotti in alcune sue battute che ha rilasciato al collega Massimo Minella su Repubblica. Ve le riporto:
E a che conclusioni arriva
“Sento una profonda amarezza. Questa vicenda, mi addolora tantissimo. Vede, c’è tanta gente che si dedica alla politica in modo onesto. E quando spunta qualche mela marcia, finiamo per essere identificati tutti quanti allo stesso modo, non sto dando giudizi su questa vicenda, di cui ho solo letto sui giornale, ma quando arrivano notizie come queste, si tende a fare di tutt’erba un fascio”.
Solo una questione di immagine?
No certo, non mi sfugge che l’atteggiamento della gente derivi purtroppo da episodi fortemente negativi e altrettanto concreti. Ma chi fa politica sa di far parte di una categoria che è già nell’occhio del ciclone e che quindi finisce tutta quanta sotto accusa, non appena esce una notizia legata a qualche singolo personaggio.
Qui i nomi coinvolti sarebbero parecchi
“C’è un’inchiesta che deve fare il suo corso, io non posso pronunciarmi. Spero che si proceda speditamente e che si individuino le eventuali responsabilità. Ma, ripeto, vicende come queste allontanano la gente dalla politica. E per tutti quello che lo fanno onestamente e sono tanti, non può che esserci amarezza”
Le chiamano ormai le “Charlie’s Angels” del Levante. Sono Ilaria Cavo, Anna Chieregato (il volto botticelliano di Primocanale), Marilyn Fusco la aggressiva consigliere comunale.
Sere fa sono state protagoniste al Sol Levante (la discoteca chic di Lavagna) folleggiando alla grande: tre bellissime fanciulle lanciate nel grande scenario della notte tigullina.
Balli, canti, drink di lusso, insomma una serata con tre regine della notte. Ilaria, Anna e Marilyn sono legate da affettuosa amicizia e hanno dentro il senso della libertà e della voglia di vivere.
Chi le terrà più dopo quella divampante notte levantina?
Marcello Albini è un eccellente architetto. A lui è stato affidato il progetto del Palazzo Costa (nascerà il prossimo anno) che il gruppo crocieristico amplierà, unendo nel quartier generale in Piccapietra, i due spazi occupati dalla Torre San Camillo e dall’area ex Coin, per un’estensione di 10mila mq.
Un’opera di lusso voluta dal generale Foschi per dare ancora più visibilità alla società. Sarà un intero edificio di vetro trasparente che si colorerà di blu grazie ad un sistema di illuminazione a led e le cui tonalità varieranno a seconda delle ore. Insomma:un qualcosa che a Genova non si era mai visto.
Al terzo piano, inoltre verrà allestita una piazza coperta dove verranno esposte opere d’arte (il primo autore sarò Jacopo Foggini), non mancheranno una fontana d’acqua e giardini pensili vari.
C’è grande attesa nella Genova dell’innovazione.
Tant’è l’amore e le radici per la loro città non si perdono proprio: sono stati eletti a Montecitorio, ma appena possono eccoli di nuovo all’ombra della Lanterna. Incontro Sandro Biasotti al solito Mentelocale, guarda caso, a fianco del suo inseparabile “assistente illuminato” Roberto Dotta. Come vi trovate a Roma? “Meravigliosamente, ma appena è possibile torniamo a Genova, il nostro territorio”.
Biasotti sarà ospite d’onore (da vero onorevole) all’inaugurazione del “MCafé” in Palazzo Rosso, un’idea geniale di Luciano e Antonella, menti eccelse del Mentelocale del Ducale. Si apre, infatti, uno spazio nuovo dove si potranno sorseggiare drink, assaporare trenette al pesto, ascoltare buona musica e soprattutto, visitare il Museo con la guida del solerte Leoncini.
Insomma, sarà questo, il primo omaggio all’onorevole dalla sua città. Ma un altro onorevole novello deputato incontro, addirittura in via San Vincenzo, fra una vetrina chic e una gelateria invitante. E’ l’onorevole Roberto Cassinelli, gongolante per la nomina, preoccupato un p. per quello che potrà fare a Roma dove, dice sorridendo “tutto è come un muro di gomma”.
Si chiama Filippo Garrone. Ha 43 anni ed apparso qualche tempo fa, nella trasmissione Peccati, ottenendo un successo inaspettato. E’ uno dei quattro rampolli della famiglia: due di loro, Alessandro ed Edoardo hanno preso la via del management industriale con grandi risultati e soddisfazioni, Costanza si è avviata sulla via della danza, è diventata una ballerina internazionale, a Parigi ha ottenuto giudizi lusinghieri. Infine Filippo ha scelto la “strada del sogno”, quella della “ricerca di se stesso” come ha spiegato un suo biografo…
Ha girato il mondo, sempre con le sue creazioni pittoriche sotto il braccio: sette anni in Brasile, protagonista nella Amazzonia delle foreste, esperienze di vita sicuramente uniche e affascinanti per certi versi; poi l’amore, la bellissima brasiliana che gli ha detto “sì” e che gli ha dato due figli. Infine il ritorno alla casa paterna (o materna) di Grondona.
Recentemente a Campomorone, palazzo del Comune, è esplosa una sua rassegna di pittore quasi naif: “Vado alla ricerca di un mondo senza conflitti” sorride lui. Così come anche un certo conflitto familiare (il nome della famiglia è pesante) sembra essersi dissolto. Nel programma “Peccati”, accanto a Gianna Schelotto che descriveva come ha realizzato un curioso sondaggio fra i ragazzi italiani (”Se ti svegliassi una mattina donna quali sarebbero i tuoi pensieri e le tue riflessioni?) ha raccontato piacevolmente: “Da bimbo anch’io ho sognato di essere donna, perché eravamo tutti maschi e solo le ragazze erano corteggiate. Ed io avevo una voglia matta di essere al centro dell’attenzione: mi dicevo, se fossi donna sarei io ad essere il richiesto”.