Belle, divampanti polemiche clerical - giornalistiche. Le uniche che danno un po’ di sapore alla città. Don Gallo attacca il direttore Vaccari per aver sparato sui portuali (in verità Vaccari si era soltanto chiesto come mai i portuali non pagano l’affitto di un capannone come vogliono le leggi del nostro porto),
Vaccari risponde attaccando Don Gallo di demagogia e di superficialità oratoria.
Ai due si unisce l’opinionista arrabbiato, Pierfranco Pellizzetti che si chiede (su Il Secolo XIX) come sia possibile che in questa martoriata città le uniche problematiche siano portate avanti da due preti, Don Gallo e Baget Bozzo, ottantenni ormai sulla china…
Ai tre si unisce un quarto, il maligno, che ribatte: “In verità l’unico “Don” che ci interessa è il… Perignon”.
E sia.
Archive for Aprile, 2008
Piscine d’Albaro: dalla grande terrazza delle nuove piscine, dove negli anni Trenta Mussolini fece un mitico discorso gridando alla stupenda gioventù genovese, l’altra sera Gianni Pisani (con accanto l’eccellente manager del brokeraggio italiano Franco Lazzarini) ha lanciato un nuovo slogan piacevole e divertente: “Nel mio centro benessere (il Forfit Wellness Club) entrerete brutti ed uscirete bellissimi”.
Applausi a non finire, un buffet straordinario, un’abbuffata altrettanto allegra per festeggiare questo nuovo “santuario del benessere” voluto da Pisani e dal suo staff. La Genova che conta, delle belle donne, la Genova dei playboy di mezza età, era tutta sulla terrazza, dopo aver visitato le eleganti sale dello sport: dalla sala “attrezzi cardiofitness”, a quella dello “studio for one”, all’altra della “kinesis”, al solarium, insomma ad una straordinaria idea dello star bene.
Nomi di lusso, ovviamente su tutti Roberto Mancini (a parte la sua avventura in ascensore, chiuso per 48 minuti). Gli ha detto un amico (forse genoano): “Mancio, speriamo che l’Inter non si blocchi come l’ascensore!”.
Sorridente, da vero uomo del fitness, Beppe Marotta si era entusiasmato molto ai “corsi di tonificazione” (lui che sta tonificando la Samp alla grande), allo “step” e al “pump”. Intanto, Enzo Barlocco, ora telecronista principe, che annota: “Sono venuto a vedere come hanno corretto la mia piscina”. Già lui, grande pallanuotista, era proprio cresciuto qui, in Albaro.
Belle donne: Alice che domina la sala benessere, Barbara stupenda nel fitness, Carla Brambilla, la fascinosa Manuela Grondona e ancora Manuela Scarsi.
Tra i tanti giocatori che vogliono tenersi in forma, Marco Lanna, ma anche il comico Balbontin e quel Possa soggetto sempre più smarrito.
Imprenditori: su tutti Mario Giacomazzi, re del mattone che guarda da Albaro al Lido e chissà che non voglia metterci le mani, dopo il quasi “sì” che sta arrivando per lo stadio con Garrone. Pimpanti, il playboy Marco Torre e i columnist più prestigiosi delle testate genovesi.
Insomma, una grande festa, con Pisani (re del brokeraggio), convinto che farà tutti belli e terrà tutti in forma per l’estate che si avvicina.
Ma è davvero “matrigna” la nostra città? Sembrerebbe proprio di sì, visto che da qualche tempo “ritornano” sotto la Lanterna nomi importanti scappati via a far successo “fuori le mura”. Ultimamente è riapparso anche Oscar Prudente: ha avuto successo pieno alla Tosse, riconoscendo che negli anno ‘60/’70 è dovuto scappar via da Genova. E’ lui l’autore di “Jesahel” (di Fossati), è lui l’autore di “Pensiero Stupendo”, è lui l’autore di tantissimi (oltre 800) grandi motivi. E dove ha ottenuto questo successo? Fuori Genova: “E’ vero - spiega - purtroppo Genova è bella da amare, da rivisitare, ma per il resto…”.
Le stesse cose hanno ripetuto, guarda caso proprio in questi giorni, Paolo Villaggi e anche Giuliano Montaldo, venuto a presentare il suo nuovo film sui diavoli. Tutti a ribadire: “Peccato, Genova è davvero matrigna!”
Qualche soffusa indiscrezione dal mondo dei media: Raffaella Griggi, lascia Repubblica per scappare alla volta di Roma, dove avrebbe trovato una collaborazione con l’AGI(agenzia di informazione) e con il free-press “Leggo” dei Caltagirone. Un passo importante e la possibilità di una luminosa carriera nazionale per Raffaella.
Paolo Villaggio, tornato a Roma, dopo la straordinaria serata in suo onore, ha ringraziato ancora e sempre commosso. Anche perché, si può dire, che una parte di regia l’abbia condotta lui, specie nel dopo-spettacolo. Saputo infatti che la “cena ufficiale” si sarebbe svolta “Da Giacomo” (trattore di lusso Tonino Rocca), ha telefonato lui stesso allo chef e gli ha ordinato il menu, all’insaputa della frenetica e agitatissima presidente Margherita Rubino. Menu eccellente, per latro apprezzato soprattutto da Renzo Arbore e Mario Monicelli: antipasto di prodotti genovesi, torta pasqualina, cuculli caldi, torta di bietole fantastica. Poi lo stocco accomodato alla genovese (piatto prelibato), trenette al pesto secondo le rigorose regole della cucina genovese, dolci tipici della Lanterna. Vinelli adeguati della riviera di ponente. Accanto al patron Paolo tutta la sua famiglia: Maura (molto chic) la moglie, Elisabetta la figlia, il nipote con fidanzatina. Insomma un ritorno anche alla cucina tanta cara a Paolo.




