Chi dice che i genovesi non sono generosi, ma tengono tutto nei loro forzieri? In queste ultime festività si sono scoperte iniziative di grande solidarietà, partite da gruppi, persone che hanno recuperato l’immagine di una città chiusa, scontrosa, dove ognuno pensa a se stesso.
Il professor Francesco Berti Riboli ha rinunciato a grandi feste per i 55 anni della Villa a favore della Fondazione “Make-A-Wish” la cui missione è di esaudire i desideri di bambini e di giovani adolescenti affetti da gravi patologie, portando loro e alle famiglie momenti di gioia e di speranza. Vedere il proprio desiderio esaudito, significa per un bambini percepire che nulla è impossibile, ritrovare la gioia di vivere, l’energia necessaria per contrastare la malattia e poter dimenticare, anche per un attimo, di essere malato.
Dal canto suo Alessandro Garrone, amministratore delegato delle Erg (col fratello Edoardo) mandano una bella lettera ai genovesi per sottolineare la loro partecipazione e l’impegno che da tempo, sia personalmente che come azienda, rivolgono al Centro di Solidarietà fondato da Bianca Costa. Invitano ad aiutare il Centro, dopo aver vissuto personalmente un’esperienza, nella struttura, così “forte e profonda”. Sono solo due esempi, ma altri potrei ricordarne solo per confermare come, nel silenzio, le opere buone non mancano proprio all’ombra della nostra tanto vituperata Lanterna.
Archive for Febbraio, 2008
Sono molto lieto di proporvi una nuova e originale collaboratrice con una sua rubrica di varia umanità. Il nome nuovo che entra nello staff del “nostro (infatti, oltrechè mio è soprattutto vostro) blog, si chiama Cristina Biasizzo. E’ un’esperta di comunicazione, conosce il mondo dell’informazione, vive il suo tempo e ci porterà il suo contributo di notizie, riflessioni, appunti e spunti. La rubrica si intitola L’Angolo della Sosta: con lei ci soffermeremo su quello che ci sta accadendo in questo nostro tempo. E di cose ne accadono davvero tante… Benvenuta Cristina
“Dedicato ai lettori ed alle lettrici che hanno figli adolescenti con poca voglia di studiare”
Ho due amiche molto graziose che hanno superato la maturità classica lo scorso giugno e, nonostante i risultati incoraggianti, trascinandosi un po’ a vicenda hanno deciso di non iscriversi all’Università, ritenendola una inutile perdita di tempo che non porta al mondo del lavoro. Io, che invece sono una fautrice accanita dell’importanza dello studio e della cultura, suggerivo di scegliere una Facoltà che potesse rispondere alle attitudini personali di ognuna di loro e che solo in un secondo tempo si sarebbero poste il problema del lavoro. Ma mi hanno stupito per la loro meravigliosa intraprendenza: entrambe hanno deciso di tarsferirsi a Londra a settembre per imparare l’inglese.
Lì hanno deciso di lavorare come commesse in uno store della Benetton, nelle ore in cui non sono al Collage e, sorpresa delle sorprese, mi hanno raccontato che si sono trovate così bene che a giugno di quest’anno si iscriveranno ad un corso universitario di lingue propedeutico al corso di diploma per traduttore ed interprete. Forse i College inglesi motivano di più i ragazzi o, magari, l’aria di Londra è più consona alle esigenze dei giovani, fatto sta che le mie due amiche hanno un brillante futuro davanti a loro e così tutti coloro che non hanno paura di mettersi in discussione e sperimentare nonostante la giovane età.
Perchè nel 2008 si torna a parlare della Legge 194? Perchè l’aborto rischia di diventare l’unico argomento di una lista elettorale candidata per le prossime elezioni politiche? Ma soprattutto, perchè a parlare di questo argomento sono gli uomini? Non siete stufe di sentire il prelato o il politico di turno che filosofeggiano o pontificano su un tema tanto delicato, quanto femminile quale è l’aborto?
Sono solo le donne, con la loro passione, il loro dolore, la loro tenacia, la loro saggezza interiore le uniche persone in grado di parlare, spiegare ma specialmente decidere in tema di aborto.
Allora mi è venuto un sospetto: dal momento che nessuno parla di abolire la 194 nè tantomeno di riscriverla,portare in auge questo tema non sarà la solita trovata per alzare il tono della politica ed attirare l’attenzione degli elettori su quel partito piuttosto che su quell’altro?
Non caschiamoci, dunque, ed agiamo (quindi votiamo) come sempre secondo coscienza, la nostra coscienza non quella che altri vorrebbero che avessimo!
Lanfranco Vaccari - Ma possibile ci sia, da qualche tempo a questa parte, un tambureggiamento per la sostituzione dell’attuale direttore de Il Secolo XIX? Vaccari è saldamente fermo sulla sua poltrona, confermato dall’editore Perrone. Ma nonostante ciò si intrecciano nomi e possibile arrivi: “Italia Oggi” è partita in quarta annunciando l’arrivo di Gianfranco Padovan, ex direttore di Tuttosport. Poi si è sentita la voce di un ritorno di Di Rosa. Forse l’unica voce (ma non per ora) è quella di Massimiliano Lussana, affermatosi a Genova come ottimo direttore che ha capito la nostra città.Resta un fatto: perchè non lasciare in pace questo Vaccari?
Paolo Zerbini - Dal 1 di marzo Paolo Zerbini passa a Primocanale, dopo una breve esperienza alla corte di Raimondo Lagostena (Telegenova). Si conclude così il passaggio “made in Rai” di alcune fra le figure più prestigiose firme del giornalismo televisivo ligure. Prima Devia entrato nella redazione di Sanremo, ora Zerbini che si affiancherà alla redazione centrale guidata da Mario Paternostro. Lo staff giornalistico di Maurizio Rossi si completa così con un diprtimento che guarda ai giovani (guidato da David Lentini, Elisabetta Biancalani, Paola Gavarone, Anna Chieregato) ed uno più “maturo” con Paternostro, Sirianni, Zerbini e Devia. Non manca niente, dunque, all’informazione televisiva ligure.
Franco Manzitti - Nessuno, ne ha parlato, ma il bravo Franco Manzitti da tempo è in un letto di dolore (si fa per dire) avendo avuto una brutta avventura sulle nevi. Caduto, si è fratturato mezza schiena ed è stato costretto ad un lungo periodo di riposo. Chi lo ha visitato (in primo luogo Paolo Lingua) di ce di averlo visto sempre più… interessante, con tanto di barba bianca, quasi un Mosè della Lanterna. I suoi “fondi” comunque continuano ad apparire, anche se la sua assenza in questo periodo caldo, specie per le sventure del nostro porto, si fa sentire. Eppure Manzitti era considerato un ottimo sciatore… Quando è caduto a cosa stava pensando? Forse troppo a Novi, a Burlando e a Biasotti?
Diego Pistacchi - E’ il nuovo caposervizio della redazione genovese de Il Giornale. Una promozione meritata: da circa dieci anni Pistacchi ha lavorato con grande attenzione a fianco di Massimiliano Lussana che lo ha poi portato a questa carica. Inizialmente si occupava di cronaca nera e giudiziaria, poi è passato all’area politica. Sempre con grande professionalità e rigore. E’ figlio di quel Pistacchi, cronista del Levante che ha segnato un’epoca negli anni ruggenti del giornalismo ligure. Dalla redazione de Il Giornale se ne è andato (in sospirata pensione) Rino Di Stefano (si occuperà di libri e di inchieste storiche e forse anche di UFO…). Oggi è Diego Pistacchi il vice di Lussana: il cui staff funziona e migliora sempre di più nella tiratura e nell’area commerciale.
L’assemblea della Sezione Sanità di Confindustria Genova ha nominato il consiglio direttivo per il triennio 2008-2011. Il neo presidente Francesco Berti Riboli, amministratore delegato di Villa Montallegro spa, sarà affiancato dal vice presidente Roberto Suriani, amministratore delegato di FI.D.ES e dai consiglieri Anna Catani (Istituto Il Baluardo), Antonio Crosa di Vergagni (Istituto Cardiovascolare di Camogli), Giorgio Figone (CA.GI.), Elisabetta Grillo (Laboratorio Albaro), Carlo Milanta (Istituto Salus) e Luca Pallavicini (Villa Basilea).
La nuova presidenza della Sezione intende proseguire e rafforzare il dialogo avviato a livello istituzionale in relazione alle politiche di programmazione e di controllo dell’erogazione dei servizi sanitari. L’attività della Sezione, organizzata attraverso i comparti “case di cura”, “strutture ambulatoriali diagnostiche e specialistiche”, “istituti di riabilitazione, lungodegenza e psichiatria - RSA e RP” e “servizi al settore”, sarà dunque rivolta alla rappresentanza e alla tutela degli interessi degli associati anche attraverso la predisposizione di tavoli di confronto con i competenti soggetti istituzionali e la nomina di propri rappresentanti in seno ad organismi consultivi. La nuova presidenza si propone, inoltre, di promuovere la formazione e la cultura imprenditoriale attraverso l’organizzazione e la partecipazione a convegni e seminari su materie di interesse per il settore sanitario.
- Professor Berti Riboli, un altro impegnativo incarico?
“Direi di sì, ma certamente di altro prestigio. Ci impegneremo con il Consiglio in una serie di attività che riguardino questo comparto sicuramente da rinnovare”.
- Qualche previsione?
“Intanto devo ringraziare chi mi ha scelto, poi penso che la composizione del Consiglio sia di ottima fattura, con professionisti di ottima qualità. Con i quali spero di lavorare attivamente”.
- Obiettivi?
“Diversi, quelli istituzionali, ma penso di poter avviare anche nuove proposte, legate soprattutto alla formazione e alla cultura imprenditoriale con l’organizzazione di convegni sui temi più scottanti per il settore sanitario”.
- Problema grosso, l’erogazione di servizi sanitari…
“Proprio così, cercheremo di avviare attente politiche di programmazione e di controllo per quanto riguarda i servizi sanitari”.
A fianco del professor Berti Riboli, ci sarà come vice-presidente Roberto Suriani, attualmente amministratore delegato di FI.D.ES, grande esperto e manager di primissimo ordine per quanto riguarda l’area delle “case di cura”. Insomma: uno staff di grande livello per un’attività che Berti Riboli ritiene fondamentale soprattutto nel rapporto con le Isitutizioni.




