Da Marta Vincenzi a Cassano. Sono i due personaggi di cui si parla in questi giorni. Per motivi diversi, ma legati da un filo: quando si è protagonisti nella città si diventa mattatori sulla scena politica e, in questo caso, sportiva.
Il sindaco ha spiegato, nei giorni scorsi, perché ha scelto Paolo Costa come possibile presidente dell’Autorità Portuale. So che le polemiche e le critiche non sono mancate: ma dico, al di là delle persone, l’idea della Vincenzi di affidare il porto a chi è fuori da ogni gioco politico, da chi per fortuna è fuori dai piccoli “orticelli” di casa nostra che sono sempre stati la rovina della città, mi sembra ottima. Non è possibile (come ha scritto anche Franco Manzitti) che si debba sempre, da noi, ruotare fra i tre o quattro nomi del nostro… caseggiato, nomi legati ad interessi locali, di piccolo calibro.
Basta, per favore: guardiamo fuori, all’Europa, al porto lanciato verso il mondo. Ricordo che uno dei pochi che fece molto bene, sia al porto che all’aeroporto, fu un certo Roberto D’Alessandro, che era fuori dai nostri “giretti” politici.
E Cassano? Anche lui, grande campione, ha commesso una leggerezza (per non dire altro), mandando a quel paese Ulivieri e facendo uno show non degno di un grande campione. So che molti dicono: “Possibile che quando fa qualcosa Cassano, ne parla tutta Italia? “E’ possibile, certo: perché quando si è grandi protagonisti lo si è nel bene, ma anche nel male. Ricordate quando, appena arrivò, i giornali nazionali dedicarono a lui, alla Samp, pagine e pagine, titoloni e titoloni?
Allora tutti eravamo contenti. Ma anche adesso i giornali nazionali hanno parlato, a grandi titoli, dello show di Cassano. Uno show negativo, ma sempre suo, cioè di un campione, grande, grande.
Il fuoriclasse sarà sempre nell’occhio del ciclone: nelle belle cose e anche nelle brutte. O no?





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