Ho vissuto una bellissima trasmissione (sapete che conduco da due anni su Primocanale il programma “Peccati”) con quattro imprenditori di grido, affermati, professionalmente molto validi, intelligenti. Il tema era “I peccati dei nostri governanti, nel futuro della città”. I quattro moschettieri del rilancio genovese erano: Mario Giacomazzi, titolare dell’omonimo gruppo e “advisor” del progetto-stadio di Garrone, Fabrizio Parodi uno dei grandi imprenditori delle spedizioni e dei trasporti (leggi Interglobo), Filippo Gallo (presidente degli agenti marittimi) e Francesco Berti Riboli amministratore delegato della Casa di cura Villa Montallegro.
Tutti quarantacinquenni, tutti al top delle loro aziende: si parlava di quello che la città potrebbe fare per la generazione dei quarantenni visto che oggi, solo i settantenni hanno il potere e non lo lasciano. Ma i quattro hanno dimostrato entusiasmo, hanno detto quello che vorrebbero, insomma si sono aperti. Ed è arrivata da Strasburgo anche una simpatica telefonata del sindaco, Marta Vincenzi (ma sapete che è proprio simpatica questa nuova “sindaco”!) che ha risposto e spiegato come sarà la sua nuova città. I quattro si sono detti soddisfatti. Insomma: la generazione dei quarantenni vive, ha voglia, ha entusiasmo. Giacomazzi, Parodi, Gallo e Berti Riboli hanno dimostrato che se si vuole, anche in una città pigra come la nostra, il successo può arrivare
Archive for Giugno, 2007
Sono d’accordo con il mio amico e collega Massimiliano Lussana (che ha scritto il più bel editoriale sul trionfo rossoblu) quando sostiene che Preziosi, comunque la si pensi su di lui, “ha regalato a un popolo una nuova capacità di sognare“.
Proprio così. E ho visto anche con simpatia il sorriso aperto e sincero di Marta Vincenzi quando, a Palazzo Tursi, ha salutato i giocatori del Genoa ammantandosi di rossoblu, con un grande scialle (a lei piacciono molto gli scialli firmati) attorno al collo. Un buon segno.
Finalmente un sindaco che guarda anche un pò allo sport e al calcio, considerandolo (spero) un elemento trainante anche dal punto di vista turistico. Ed è stato bello che, proprio a Tursi, si siano incontrati come “rivali” presidente e sindaco, il primo genoano doc, la seconda sampdoriana (non proprio doc) e nuovo primo nostro cittadino.
Un abbraccio che conferma come il calcio (e in genere lo sport) possa comunque unire in un obiettivo comune: che è poi quello di avere tutta la città nella massima serie. L’augurio è che la “A” valga anche per il futuro di Genova, in tutti i suoi settori.
Ci siamo, cari amici. Genoa finalmente in serie A. Scoppia, immediatamente il clima del derby. Sarà affascinante: Garrone contro Preziosi. CHi vincerà? Sono due presidenti con gli “attributi”, diciamolo: entrambi abituati a vincere. Garrone ha già annunciato (attraverso una bella intervista del figlio Edoardo) che l’arrivo del Genoa porrà il tema della concorrenza e della competitività. Preziosi ha già annunciato che “non vorrà solo galleggiare” in serie A, ma giocherà per vincere il più possibile. 
Che derby, amici! Di fuoco certamente: e sarà finalmente l’occasione per un rilancio turistico anche della nostra città. Respireremo finalmente aria di grande calcio: due derby, poi tanti altri incontri con le grandi del calcio italiano. Sarà uno dei più duri campionati e anche dei più affascinanti: sei/sette squadre molto forti, le altre si rafforzeranno tutte. Garrone e Preziosi lo stanno capendo. Ecco perchè, da oggi, dopo le gioie rossoblu, dopo i trionfi, le esaltazioni, bisognerà tornare con i piedi per terra e pensare seriamente a fondare la squadra che Preziosi ha amato molto, ma che dovrà rivedere in molti ruoli. Garrone tenta di tenersi Quagliarella (e sarà un bel regalo per i tifosi), ma guarda anche avanti. Marotta lavora.
Insomma: ci stiamo preparando ad una nuova stagione.
Che sia davvero quella buona per il calcio genovese?
Vi ringrazio, amici, per aver sottoscritto il mio messaggio a favore di una strada o di una piazza all’indimenticabile Enzo Tortora. Mi auguro che la nostra battaglia vada in porto: il nuovo sindaco (o “la” sindaco) Marta Vincenzi, solitamente sensibile a chi ha dato molto alla nostra città soprattutto sul versante della cultura (e Tortora era davvero un uomo di forte e altra cultura), recepisca il nostro e immediatamente dedichi una via ad Enzo. Nel mio archivio ho trovato una ingiallita foto di Enzo, elegante, sornione come sapeva essere lui: spesso presentava spettacoli, incontri, seminari nella nostra e sua Genova. Non lasceremo cadere questo invito…
Insistiamo amici, vedrete che ce la faremo!
Scopro che davvero Genova e il suo nuovo Comune si internazionalizzano o meglio si americanizzano. Ho scoperto che, accanto alla Vincenzi (davvero simpatica, bisogna dirlo, per certi versi) ci sarà, pensate, uno “chief advisor”. Sapete cos’è uno chief advisor? E’ un “consulente capo” legato ad uncerto progetto. Insomma uno che conta molto. Ebbene il nuovo chief advisor si chiama Carlo Freccero: nome televisivo conosciutissimo, oggi quasi presidente di Raisat, intellettuale di prim’ordine accanto alla TV di Guglielmi, savonese. Scatenato, divertente, sicuramente originale. Ha annunciato alcune sue idee che vi riporto e che mi hanno davvero divertito:
1) Genova sarà una città rock. E’ oggi molto lenta (chissà come sarà felice Pericu di questa definizione).
2) I genovesi avranno le “notti bianche”, apprezzo molto Veltroni
3) La città sarà legata all’Università e al Festival delle scienze
4) Chiamerò a raccolta i miei amici TV, Ricci in testa
5) Farò iniziative sul cinema, ma non festival. Ce ne sono in testa.
Chiusura geniale e illuminante di Freccero: “Senza finanziamenti le idee non bastano”.
Non è un tipico intellettualmente simpatico questo “chief advisor”?
E’ arrivato Walter Mazzarri. Da un “sogno di un Walter” (Novellino) ad un altro sogno. Speriamo sia davvero la volta buona. Siete contenti? Spero di sì. Personalmente avrei confermato ancora per un anno Novellino. Ma credo anche che un cambio di guardia possa servire per dare una spinta e creare un po’ di entusiasmo nelle file solitamente un impigrite dei tifosi. Onestamente però non penso che Garrone vorrà fare voli d’angelo in chiave economica: dunque, con una formazione più o meno valida come quella di Novellino (nome più nome meno), l’augurio è che Mazzarri sappia farla giocare meglio e far sì che diverta il pubblico. E’ quello che chiedono i tifosi.
Ci sarà anche l’Intertoro e la Uefa: ecco, a questo punto, l’organico dovrà essere rimpolpato a dovere. Ne è convinto Garrone?
Marotta va in giro giustamente gridando: “Bambole non c’è una lira…” ma sappiamo che poi, grazie alla sua bravura, qualche lira la fa saltare fuori…
Per dirla come Liala: “E’ uscita da un cassetto antico, una foto polverosa…” Ecco qua: è proprio saltata fuori non da un cassetto, ma non so davvero da dove, questa foto. Sono con Beppe Grillo, primi anni ottanta (esattamente febbraio 1981): avevo “inventato” il talk show al Bluemoon, era da sette anni nata Telegenova, una delle prime tv locali italiane. Ne ero direttore. Il talk show si intitolava “Panchina Cabaret”, uno show che è rimasto nel ricordo di migliaia di genovesi. Calcio e canzoni, calciatori e artisti da tutta Italia. Allora Beppe Grillo iniziava la sua carriera, lo avevamo aiutato tutti a lanciarsi (oggi che è famoso si è dimenticato di quegli amici…ahinoi…). Era bravo, bravissimo.
Non so se avesse già incontrato Pippo Baudo (Luna Park), comunque venne a “Panchina Cabaret” (nella foto) e fu uno strepitoso successo. Era il Grillo vero, genuino, straripante, ironico, intelligente.
Oggi anch’io sono sulla sua strada (ma lui non mi ha aiutato), faccio il mio blog come lui. Sono sicuro che lo raggiungerò tra i bloggers più cliccati (lui è terzo, mi dicono, nel mondo o quasi)!




