Gianni Pisani sta “sviluppando” Genova

Pisani.jpgA proposito di “scontro di generazioni” (settanta contro quarantenni), personalmente vado alla ricerca della generazione più giovane, perchè sono convinto che esiste e abbia protagonisti di grande livello. Eccone, uno, ad esempio, che non ama molto apparire, ma rappresenta un manager di alto profilo: si chiama Gianni Pisani. Presidente da anni della “Interconsult”, oggi eccolo al vertice di “Sviluppo Genova”, una nuova società che accompagna lo sviluppo economico del nostro territorio. Pisani è un eccellente imprenditore, dinamico, intelligente, la sua Interconsult viaggia con utili annuali costanti, aumenta il personale, migliora l’efficienza. Con “Sviluppo Genova” nasce per Pisani una nuova esperienza, di tipo pubblico, dunque più delicata, ma anche più stimolante. “Stiamo lavorando - dice - molto con i miei collaboratori, abbiamo già creato tre nuovi poli industriali che andremo a gestire. A Voltri un’antica cartiera di oltre cinquemila metri per gli artigiani, a San Quirico, accanto al mercato dei fiori, nuovi spazi produttivi, a Ronco Scrivia 21 mila metri per le imprese e un parco attrezzato fluviale. Tre poli importanti.
- Altro grosso impegno: l’area delle acciaierie di Cornigliano?
“Su mandato della Società per Cornigliano spa, nell’area a caldo delle acciaierie (agglomerato, cockeria, sottoprodotti, altoforno), Sviluppo Genova si occupa di tutti gli interventi di riconversione delle aree siderurgiche recuperate. In particolare, a oggi, degli interventi di smantellamento, demolizione, bonifica e infrastrutturazione. I lavori iniziati nella primavera 2006, proseguono secondo i programmi. Sono stati avviati da tempo diversi appalti significativi quali la demolizione dei sottoprodotti, della vagliatura, del gasometro più piccolo, la demolizione di manufatti minori. Sono appena stati affidati gli appalti relativi alla demolizione della cockeria (3,5 milioni di euro) e dell’altoforno (3650000 euro), mentre è in corso la gara d’appalto per l’affidamento della demolizione del gasometro più grande (importo a base d’asta 1.600.000 euro) ed è in via di elaborazione anche la progettazione definitiva della nuova strada a 4 corsie (lunghezza 1.6 km) che collegherà lungomare Canepa con l’altra sponda del Polcevera con un nuovo ponte e raggiungerà Piazza Savio (stazione ferroviaria di Cornigliano). Sull’intera operazione di riqualificazione sono disponibili finanziamenti per 215.000.000 di euro.
- Presidente Pisani perchè un’antica cartiera a Voltri?
“Volevamo ristrutturare qualcosa che facesse parte della storia industriale di Genova e le cartiere, specie per il ponente genovese rappresentano un capitolo importante della storia produttiva della città. Nella ristrutturazione abbiamo recuperato e valorizzato tutte le strutture architettoniche e gli elementi che caratterizzano il fabbricato ottocentesco: dal tetto in ardesia ai decori della facciata, riprendendo quelli originali cancellati dal tempo”.
- A Ronco Scrivia state costruendo un nuovo grande polo produttivo…
“Metteremo al servizio di enti locali e imprenditori occasioni per fare impresa. L’obiettivo è quello di offrire alle piccole e medie industrie aree bonificate, dotate di infrastrutture e inserite in un sistema produttivo che, per loro, funzioni bene. Inoltre gli imprenditori, grazie alle conferenze dei servizi, avranno spazi in tempi brevi e a condizioni economiche competitive”.
- Infine a San Quirico…
“E’ previsto un nuovo insediamento di tre piani (in un capannone dove esiste il mercato dei fiori) di 6700 mq, pensato per le piccole medie imprese e per i laboratori artigiani. Il polo di San Quirico a regime potrà occupare oltre 50 persone”.
- Insomma, presidente, un’esperienza stimolante?
“Molto. Nuova, ricca di problematiche, ma affascinante. Genova, per noi, è città che non può non svilupparsi ordinatamente, ne ha tutte le potenzialità”.

1 Response to “Gianni Pisani sta “sviluppando” Genova”


  1. 1 Massimo Sorlino

    Il 24 maggio del 1993, il consiglio comunale di genova, condanna ad un triste destino l’area Rio Piane, una verde ed incontaminata perla che ospitava l’ultracentenaria Villa Camagna, edificio storico menzionato nel libro “Ville del genovesato”, ubicata in via alla stazione di San Quirico.
    Viene approvata una delibera che prevedeva l’ennesima colata di cemento con la costruzione di tre grandi capannoni e quindi l’abbattimento della villa, in barba alla legge Bottai emanata per tutelare gli edifici storici ultracentenari come la “nostra” villa Camagna.
    I proponenti il progetto, riescono a costruire un solo capannone, rimasto vuoto per lungo tempo fino a quando il comune non decide di comprare l’area, ultimando così l’edificio il quale sarà adibito a mercato dei fiori, una struttura, già operante alla foce, nell’area della fiera, ma sfrattata da quest’ultima per liberare spazi a favore degli operatori del salone nautico, una manifestazione che dura solo due settimane.
    Bisogna ricordare che il comune di Genova, prima di approvare la cementificazione, ha rifiutato la proposta dei paladini del verde, strenui oppositori dello scellerato progetto, di acquistare l’area Rio Piane e porla sotto tutela, un’azione che avrebbe permesso alla cittadinanza di godere, forse, dell’unico polmone verde della val Polcevera.
    Il 4 ottobre del 2005, la speranza di non dover assistere ad un ulterore violenza sull’ultimo fazzoletto di terra ancora vergine, dell’area Rio Piane, viene turbata dalla conferenza dei servizi, che, contavvenendo a quanto dichiarato dal sindaco di centro sinistra Pericu, “mai più costruzioni in collina”, approva la realizzazione di un altro capannone.
    Proprio il capannone del quale ha parlato nella sua intervista l’esponente della Sviluppo Genova, una struttura ormai quasi ultimata, esteticamente brutta, che ha comportato lo sbancamento della collina e quindi l’abbattimento della splendida casa colonica, nella quale fino ai primi anni novanta, viveva una famiglia di contadini che con tanto amore e dedizione curavano il pezzo di terra affidatogli dai vecchi proprietari.
    Un edificio che male si inserisce in un ambiente come questo da sempre agricolo, che ha comportato la svalutazione economica delle case dei confinanti e la perdita del magnifico panorama, costituito dalla verde collina sanquirichese.
    Purtroppo a causa della reticenza degli esponenti della circoscrizione polceverasca, ora municipio, alla quale ci eravamo rivolti per avere informazioni inerenti la costruzione di un nuovo edificio artigianale, non ci ha permesso di partecipare al dibattito che solitamente precede l’approvazione di importanti progetti.
    Massimo Sorlino

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