Torna di moda la possibilità di avere “Via Enzo Tortora”. E sembra per intrecci di tipo politici (verdi separati dai radicali). Cose che non condividiamo e che non ci interessano.
Pensiamo che da oltre dieci anni il nostro caro amico Tortora attende di avere una strada o una piazza che lo ricordi. E’ stata intitolata una strada a De Andrè, una a Ivo Chiesa, persino una a Ferruccio De Ceresa. Possibile non ne abbia diritto un personaggio forte e vero genovese come Tortora? Se poi leggiamo che, in breve tempo, dovrebbe essere inaugurata una piazza al “Genoa 1893″ (con tutto il rispetto per il Grifo e la sua tradizione) il fatto ci fa ancora più rabbrividire. Pensiamo che Enzo Tortora, al di là di ogni risvolto politico-ideologico, ne abbia diritto.
Siete d’accordo su questi nomi? Ditelo: e se ne avete altri fateli. Sperando che la cosiddetta “commissione toponomastica” del Comune non si sia letteralmente addormentata





Forza Vittorio! Forza Vanni.
Chi me lo ha fatto fare ? Ti chiedi alla notizia della mia candidatura al consiglio comunale. Me lo ha fatto fare quel diavoletto che è in me. La voglia di cimentarsi continuamente con qualcosa di nuovo, di difficile, a volte anche la limite del possibile e ragionevole.
Quando nel 1992 , tornato a Genova, ho avviato la Nuova Set agenzia di pubblicità……….era ragionevole farlo?
Quando nel 2005 ho rilevato il BerioCafè che rischiava la chiusura era ragionevole provarci ? Quando ho iniziato a lancirae dal BerioCafè il gatto berio , il profilattico del gatto e i ditloidi………era ragionevole farlo?
Le risposte le lascio da parte. Ora mi è venuta la candidite, sai cosa è? La malattia del candidato, la fibrillazione della parola, la libidine della fama effimera e transitoria……….eppoi , te lo devo onfessare, ci tenevo ad apparire con i miei figli . Per la prima e forse unica volta insieme . Forza Vittorio! Forza Vanni
sicuramente non fa onore a genova e ai genovesi
ma ci rendiamo conto che è stata intestata a Carlo Giuliani un’aula a Roma ?
c’è da vergognarsi
Caro Sirianni, Enzo Tortora vive ancora con forza nel nostro cuore.
Milano gli ha dedicato un tratto importante del centro città, dove Corso Magenta incrocia via S.Agnese. E’ largo Enzo Tortora, inaugurato una quindicina di anni fa, se non sbaglio. Mi colpisce che a parecchi anni dalla sua morte, qualcuno lo ricordi così, tanto da reclamare una via in suo onore. Enzo ha contato moltissimo nella mia vita. E quando vedo una sua foto come nel box su Panorama, non riesco
a trattenere la commozione. Spero che il Vostro Comune ponga rimedio.
Grazie.
Dario Barezzi
Caro Sirianni,
appena letto l’aticolo sul grande Enzo Tortora pubblicato da Panorama,ho sentito subito la necessità di scriverLe.
Nel 1996 ero consigliere al comune di Firenze,proposi una mozione per intitolare una strada della città di Firenze al compianto Enzo.
L’iter della delibera allora fu molto travagliato e duro alla fine passò con qualche astensione e assenza mi pare per 1 0 2 voti favorevoli.
La sinistra in genere e il pds(che qui a Firenze sono al potere da 20 anni) avversarono in maniera feroce la mia proposta,cosa che mi amareggiò non poco.
Ad oggi l’ufficio toponomastica neanche si sogna di prendere in considerazione tale delibera,sarebbe stato bello intitolare una via nell’anniversario della morte di Tortora.
Faccio presente che abbiamo ancora una via Unione Sovietica ed altre sulle quali stendo un velo pietoso.
Questa è la triste realtà.
Con affetto
Giuseppe Minici
Firenze
sono d’accordo nell’intitolare una strada a Enzo Tortora non solo a Genova visto che a Napoli si è deciso di intitolare una via a un latitante piu’ volte condannato in tribunale.
cordialmente
piero borgo, v.zara 45-80011 acerra(na) telefax 081 8850793
Gentile Sirianni,
Enzo Tortora si è fatto tumulare con una copia della “Storia della colonna infame” del Manzoni tra le mani, appoggiata sul petto. Un rigurgito di italianità di un grande martire della giustizia italiana. Questo solo fatto dovrebbe non farne mai dimenticare lo spessore, la dirittura morale, la schiena dritta.
Esiste a Milano largo Enzo Tortora, battezzato secondo la barbara usanza di dare nomi a spazi esigui e senza un trascorso. Una città vive anche perché non si cristallizza sulla storia ma vi si avvicendano nomi e date sempre nuovi. Soprattutto nomi non di clientela (Piazzetta Enrico Cuccia: uno scandalo) ma che scuotano le coscienze, facciano riflettere, diano un significato al nostro vivere la metropoli. Se chi legge “largo Tortora” si ricordasse ogni volta di quel che fu la sua vicenda, sarebbe già un ottimo risultato.
In realtà nessuno sa dove sia largo Tortora, a parte pochi, fortunati intimi che del giornalista non hanno conosciuto solo la faccia televisiva e che ancora ne invocano lo spirito battagliero nelle tante aule di tribunale. Mio padre si ostina ancora oggi, fieramente, ad essere uno di questi.