La leggenda genoana. Che bella idea, specie in questo momento che si preannuncia felicissimo per il vecchio grifone. Ne parlo con un giovane manager che da qualche tempo porta avanti iniziative di tutto rispetto: si chiama Fabrizio De Ferrari (figlio del celebre editore Gianfranco) che è entrato nell’azienda con il compito di gestire la nuova società De Vega (tutto sul mondo musicale italiano e internazionale) e occuparsi di iniziative speciale come queste “leggenda genoana”.
- L’idea è forte, Fabrizio De Ferrari? “Molto e sta avendo un grande successo. Tre volumi di storia del calcio genovese, ma anche italiano”.
- E poi si trenta poster in regalo di antichi campioni. “Certamente, un’altra idea che ha fatto centro. Li uniamo alla Gazzetta del Lunedì, costano 2.40 euro. Vanno a ruba.
- Siete al terzo volume? “Sì, a fine mese dovremmo chiudere e poi preparare un grande album che comprenderà tutta questa leggenda”.
- Nell’ultimo volume abbiamo visto la foto di copertina di Onofri, abbiamo letto di un certo… Cesare Abbadie, del mago della bovisa Bagnoli? “Ma il grande successo è stato sui campioni del passato da Garbutt, al Filtrador, a Verdeal e infine un ricordo suggestivo di Lino Bonilauri. Insomma un bel successo”.
Archive for Maggio, 2007
Ci siamo, per fortuna. Poi avremo finalmente un sindaco e tutto il gran “bataclan” elettorale andrà in soffitta. Campagna elettorale fiacca, come ha detto Manzitti, tanti manifesti, volti stravolti sui muri, molto più belli i candidati dal vivo che sui “santini”.
Marta - Le cose curiose e divertenti: Marta è stata accusata di essere una “copiona”. La preside che copia, ha scritto Riccardo Re sul Il Giornale”. Il programma vincenziano pare abbia molte somiglianze con “pezzi” di Italia Nostra, di leggi Bassanini, di sito della Provincia, di Carta di Saragozza. Sarà vero? Riccardo Re giura di sì. Divertente.
Musso - Qualche intelligente “uomo di comunicazione” avrebbe visto uno slogan di Enrico tutto diverso: per battere “SuperMarta”, ecco “SuperEnrico”. Perchè non aver tentato con questo urlo?. Curioso.
Merella - Ho letto con piacere che Merella vorrebbe ancora fare l’Assessore al traffico. Penso che sia l’uomo più adatto. Vincenzi lo vorrebbe smistare alla Provincia. Errore: uno così che si assume responsabilità dirette, non si trova facilmente.
Incontri - Piacevole l’incontro di Vincenzi e di Fini nei vicoli. Sorrisi e strette di mano. Battuta della Vincenzi: “Passavo di lì per caso”. Sarà.
Battuta - La migliore di Enzo Costa su Repubblica: c’è stata la lotta per avere le piazze migliori per l’ultimo comizio. Piazza Matteotti per Silvio, Veltroni andrà nei vicoli. Battuta: “Se parlerà in un caruggio, portate l’accendino per l’illuminazione!”
Cari amici, il mio (e vostro) blog ha avuto il battesimo del… successo (scusate l’immodestia): mi sono trovato nientemeno che su Panorama dell’ultima settimana, nella pagina curata dalla eccellente Monica Vignale dal titolo “Voci dalla rete”. Mi sono trovato con un pezzetto che mi è molto caro, perchè riferito al mio caro, indimenticabile amico Enzo Tortora per il quale chiedevo se era giunto finalmente il momento di dedicargli una strada o una piazza. La sensibilità di Monica ha colto nel segno: ho ritrovato quella mia riflessione e sono contento che sia finita a milioni di lettori (quelli di Panorama). Grazie Monica, da parte mia ma soprattutto da parte di Enzo al quale sicuramente sarà arrivato il nostro messaggio…
Ci siamo. Ho ricevuto con grande piacere l’invito diramato dal Gruppo Giacomazzi per la presentazione (Milano, Palazzo Expo Italia - Martedì 22 maggio, oggi) del nuovo stadio per Genova. Finalmente, insomma, ci siamo: Garrone avvierà la sua ennesima proposta che dovrebbe nobilitare tutto il tessuto socio-economico e sportivo della città, portandola a livelli europei.
La conferenza stampa vedrà alcuni relatori: Mario Giacomazzi presidente del suo gruppo, Riccardo Garrone, Mauro Costaguta director Bain&Company, Nicholas Gancikoff (The Sig. Investiment Group), Stefano Boeri, l’architetto che ha ideato il progetto, Marco Mutti amministratore delegato di Foruminvest Italia.
L’operazione ha solide basi: un gruppo fra i più prestigiosi d’Italia, firmato Mario Giacomazzi, un progetto dello Studio Boeri, investimenti eccellenti (Garrone e amici stranieri). Tutto è prontoper il grande lancio. L’augurio, dico io, è che la città (aldilà di ogni ideologia politica e sportiva) capisca quanto sia importante questa realizzazione per il rilancio di tutto il nostro territorio. Ricordo ancora che il progetto è promosso da Golfo Srl e da Foruminvest Italia. L’advisor è Giacomazzi Spa.
Che inizi davvero per la Samp e tutta la città una “nuova stagione”?
Arriva Marisa Allasio alla Sala Sivori di Salita S. Caterina: avvenimento scoop, lunedì sera 21 maggio (ore 21) con la presentazione del film: “Poveri ma belli” di Risi, appunto con protagonista lei, la “Panna” tanto amata negli anni cinquanta. Devo dire che il mio caro “compagno di viaggio” Francesco Berti Riboli sta offrendo una delle più belle e struggenti iniziative di questi iniziative. Aver organizzato, in occasione dei 55 anni della sua Casa di Cura Villa Montallegro, questo ciclo di film dal titolo: “Effetto donna, la bellezza femminile nel cinema degli anni ‘50″, significa aver rituffato tutta la città (che ama la “memoria”, il ricordo) in una piacevolisssima atmosfera. Mi dice il curatore del ciclo, il Prof. Marco Salotti:
“L’idea è stata geniale, perchè la bellezza è sempre stata all’apice del pensiero umano. Il cinema l’ha valorizzata, l’ha avuta sempre come protagonista”.
- Salotti, ma erano più belle le donne del ‘50 o quelle di oggi?
“C’era un modello di donna diverso, allora, le maggiorate. Gli italiani uscivano dalla guerra, avevano bisogno di immagini prosperose. Anche se donne come la Rossi Drago o la Mangano erano non popolane, ma vere signore”.
Dopo il successo del primo film presentato (”Le amiche”) ecco “Poveri ma belli” con Marisa Allasio e sempre Risi regista. Non è sempre vero, dunque, che la nostra città non propone nulla da fare, certo bisogna guardarsi un pò in giro.
A proposito di “scontro di generazioni” (settanta contro quarantenni), personalmente vado alla ricerca della generazione più giovane, perchè sono convinto che esiste e abbia protagonisti di grande livello. Eccone, uno, ad esempio, che non ama molto apparire, ma rappresenta un manager di alto profilo: si chiama Gianni Pisani. Presidente da anni della “Interconsult”, oggi eccolo al vertice di “Sviluppo Genova”, una nuova società che accompagna lo sviluppo economico del nostro territorio. Pisani è un eccellente imprenditore, dinamico, intelligente, la sua Interconsult viaggia con utili annuali costanti, aumenta il personale, migliora l’efficienza. Con “Sviluppo Genova” nasce per Pisani una nuova esperienza, di tipo pubblico, dunque più delicata, ma anche più stimolante. “Stiamo lavorando - dice - molto con i miei collaboratori, abbiamo già creato tre nuovi poli industriali che andremo a gestire. A Voltri un’antica cartiera di oltre cinquemila metri per gli artigiani, a San Quirico, accanto al mercato dei fiori, nuovi spazi produttivi, a Ronco Scrivia 21 mila metri per le imprese e un parco attrezzato fluviale. Tre poli importanti.
- Altro grosso impegno: l’area delle acciaierie di Cornigliano?
“Su mandato della Società per Cornigliano spa, nell’area a caldo delle acciaierie (agglomerato, cockeria, sottoprodotti, altoforno), Sviluppo Genova si occupa di tutti gli interventi di riconversione delle aree siderurgiche recuperate. In particolare, a oggi, degli interventi di smantellamento, demolizione, bonifica e infrastrutturazione. I lavori iniziati nella primavera 2006, proseguono secondo i programmi. Sono stati avviati da tempo diversi appalti significativi quali la demolizione dei sottoprodotti, della vagliatura, del gasometro più piccolo, la demolizione di manufatti minori. Sono appena stati affidati gli appalti relativi alla demolizione della cockeria (3,5 milioni di euro) e dell’altoforno (3650000 euro), mentre è in corso la gara d’appalto per l’affidamento della demolizione del gasometro più grande (importo a base d’asta 1.600.000 euro) ed è in via di elaborazione anche la progettazione definitiva della nuova strada a 4 corsie (lunghezza 1.6 km) che collegherà lungomare Canepa con l’altra sponda del Polcevera con un nuovo ponte e raggiungerà Piazza Savio (stazione ferroviaria di Cornigliano). Sull’intera operazione di riqualificazione sono disponibili finanziamenti per 215.000.000 di euro.
- Presidente Pisani perchè un’antica cartiera a Voltri?
“Volevamo ristrutturare qualcosa che facesse parte della storia industriale di Genova e le cartiere, specie per il ponente genovese rappresentano un capitolo importante della storia produttiva della città. Nella ristrutturazione abbiamo recuperato e valorizzato tutte le strutture architettoniche e gli elementi che caratterizzano il fabbricato ottocentesco: dal tetto in ardesia ai decori della facciata, riprendendo quelli originali cancellati dal tempo”.
- A Ronco Scrivia state costruendo un nuovo grande polo produttivo…
“Metteremo al servizio di enti locali e imprenditori occasioni per fare impresa. L’obiettivo è quello di offrire alle piccole e medie industrie aree bonificate, dotate di infrastrutture e inserite in un sistema produttivo che, per loro, funzioni bene. Inoltre gli imprenditori, grazie alle conferenze dei servizi, avranno spazi in tempi brevi e a condizioni economiche competitive”.
- Infine a San Quirico…
“E’ previsto un nuovo insediamento di tre piani (in un capannone dove esiste il mercato dei fiori) di 6700 mq, pensato per le piccole medie imprese e per i laboratori artigiani. Il polo di San Quirico a regime potrà occupare oltre 50 persone”.
- Insomma, presidente, un’esperienza stimolante?
“Molto. Nuova, ricca di problematiche, ma affascinante. Genova, per noi, è città che non può non svilupparsi ordinatamente, ne ha tutte le potenzialità”.
Ce l’hanno scippato. Il grande amico di Genova (come si è professato) Francesco Rutelli ha detto sì a Napoli e ha sconfitto la ex Superba. Parlo del Festival Nazionale del Teatro, tanto sventagliato. Genova battuta, Napoli al vertice. Eppure Rutelli aveva elogiato il progetto messo insieme dall’abile Carlo Repetti, coordinatore attento. Niente da fare. Perché Genova ha perso? Beh, è evidente a mio avviso: perché i giochi politici li hanno fatti meglio i politici napoletani di quelli genovesi, che si sono completamente disinteressati al progetto. Le nostre Istituzioni, ad esempio, avrebbero dovuto tirare fuori 5 milioni di euro (la metà di quelli dati da Rutelli agli organizzatori): ma dove volevate li prendessero questi milioni? E allora zitti, meglio starsene in disparte. Ci saranno altre occasioni per rilanciare Genova nella cultura: ad esempio le “frixiolate” molto popolari, alcuni festival rivieraschi, qualche recital dal costo quasi inesistente. E’ come la sorte che sta avendo Palazzo Ducale con mostre da circoscrizione (leggi Luca Cambiaso), ma mai proiettate a livello internazionale… Addio dunque anche a Genova “Capitale del teatro”. Rimaniamo, come sempre, nel nostro orticello. Un peccato, perché ci sono ottimi operatori, ottime idee, ottimi progetti (come dimostra quello di Repetti): ma chi li vende? Chi li promoziona? Un disastro , davvero.
Diteci qualcosa, amici…
Si discute molto a Genova di scontro di generazioni: settantenni contro quaranta/cinquantenni. I primi sempre al potere, gli altri che scalpitano, ma non trovano spazio. Ma è davvero così? L’ho chiesto ad un quarantacinquenne “molto efficiente”, ossia con tutte le qualità per emergere e per affermarsi:
Francesco Berti Riboli è presidente e Amm. Delegato della “Casa di salute Montallegro”, medico e, oggi, manager affermato. Ha creato una struttura di ampio respiro e sostiene: “Certo, Genova è pigra, potrebbe offrire di più, ma sta anche alla nostra volontà e preparazione riuscire in una città che ti dà poco”. Ecco, volontà e preparazione professionale. Berti Riboli da anni porta avanti quella che si chiama “sanità privata” e ha successo, pieno successo. Allora è possibile, anche a Genova. Ci vuole un pò di entusiasmo e spirito di iniziativa: anche quest’anno, infatti, esempio, il programma di eventi che ha presentato la sua Montallegro (al di là del suo ruolo fondamentale della casa di salute) e che completano la storia di questa struttura, è molto fitto.
D’altra parte compie 55 anni (la struttura) bisogna festeggiare: vero presidente?
“Penso sia importante ricreare un certo clima anche con la città e la cittadinanza”.
Queste iniziative, di cosa si tratta?
“Intanto è partito “Effetto Donna – la bellezza femminile nel cinema degli anni ’50″, una serie di film proiettati nella Sala Sivori di Salita Santa Caterina, ogni lunedì a partire dal prossimo (14 maggio): il primo film è “Le amiche” di Antonioni, a seguire “La bella di Roma”, “Poveri ma belli” e “Luci del varietà”. Insomma, nel 55° anniversario di Villa Montallegro, si vogliono ricordare i canoni estetici, la sensualità e la società degli anni ’50, attraverso i modelli di bellezza del tempo, Eleonora Rossi Drago, Marisa Allasio, Silvana Pampanini, ovvero quando era il cinema e non la TV, a dettare il gusto”.
Il calendario degli eventi è ancora lungo… Cos’è il Gruppo ’52 che avete creato?
“Riunisce una qualificata rappresentazione di medici nati nel ’52, appunto, protagonisti delle iniziative scientifiche che caratterizzano i 55 anni della Montallegro”
Andiamo avanti presidente: e gli aperitivi Più Kinesi e più Golf?
“Più Kinesi è il marchio di Villa Montallegro in ambito riabilitativo, centro di riferimento cittadino per la riabilitazione e la fisioterapia. Più Golf è la Spa nostra sulla colline di Gavi nata per coniugare salute, benessere e sport”.
Insomma: questa sanità privata combatte e ottiene anche successi. Cosa ancora non va Berti Riboli?
“Non va l’organizzazione della sanità pubblica, basterebbe che questa avesse linee più precise, meno disordinate e ne trarremo benefici tutti. Sono convinto che se la sanità pubblica andasse bene, anche i privati starebbero bene, anzi benissimo.”
Vi sono due donne, molto in gamba, che combattono in questa tornata elettorale: Marta Vincenzi per il Comune e Renata Oliveri per la Provincia. Sono entrambe apprezzate e preparate. Anche amiche, penso. Ma quali sono le caratteristiche di queste “donne della politica genovese?”.
Un piccolo sondaggio di un ristretto comitato scientifico ha elaborato la scheda che vi propongo:
Vincenzi
Bellezza 6.5
Fascino 7
Grinta 8
Linguaggio 6
Competenza 8
Superbia 9
Ironia 7
Look 8
Oliveri
Bellezza 6.5
Fascino 7
Grinta 8
Linguaggio 8
Competenza 8
Superbia 6
Ironia 7.5
Look 7
Torna di moda la possibilità di avere “Via Enzo Tortora”. E sembra per intrecci di tipo politici (verdi separati dai radicali). Cose che non condividiamo e che non ci interessano.
Pensiamo che da oltre dieci anni il nostro caro amico Tortora attende di avere una strada o una piazza che lo ricordi. E’ stata intitolata una strada a De Andrè, una a Ivo Chiesa, persino una a Ferruccio De Ceresa. Possibile non ne abbia diritto un personaggio forte e vero genovese come Tortora? Se poi leggiamo che, in breve tempo, dovrebbe essere inaugurata una piazza al “Genoa 1893″ (con tutto il rispetto per il Grifo e la sua tradizione) il fatto ci fa ancora più rabbrividire. Pensiamo che Enzo Tortora, al di là di ogni risvolto politico-ideologico, ne abbia diritto.
Siete d’accordo su questi nomi? Ditelo: e se ne avete altri fateli. Sperando che la cosiddetta “commissione toponomastica” del Comune non si sia letteralmente addormentata




