“Lo stadio? Non è una priorità”

La discussione è aperta: Garrone farà costruire un grande stadio insieme ad un gruppo internazionale che dovrebbe dare alla città lustro e prestigio.

Un’operazione in grande stile, alle spalle dello Sheraton, accanto all’aeroporto. Un’operazione gigantesca, con stadio, ma anche con tutta una serie di servizi, come accade nei grandi stadi europei. Da noi, come sempre, scoppiano le polemiche: è giusto, non è giusto che venga realizzata un’opera simile?

Naturalmente non mancano le reazioni di coloro che potrebbero diventare numeri uno della città: Vincenzi e Musso. La loro riflessione? “Lo stadio non è una priorità!”. E sia: diciamo che la strana posizione delle nostre istituzioni (in ogni settore) è quella di ostacolare il privato, ma non di sostituirlo. Ed è un brutto segno.

L’opera, al di là dello stadio, non rappresenterebbe forse una crescita anche sotto il profilo economico e sociale? Questa è la nostra opinione.

6 Responses to ““Lo stadio? Non è una priorità””


  1. 1 Mitì

    Ma che bella sorpresa! Benvenuto nella blogosfera :-**

  2. 2 Vittorio

    Ciao Mitì. Felice che sia una firma femminile ad inaugurare questo blog. Mi porterà grande fortuna!

  3. 3 Andrea Beggi

    Benvenuto tra i blog. Un altro che si aggiunge alla “Scuola Genovese”.

  4. 4 Vittorio

    Grazie Andrea, cercherò di non sfigurare tra gli esperti di internet

  5. 5 pietro

    Caro Sirianni,
    anzitutto un in bocca al lupo per questa nuova iniziativa.
    Poi, venendo all’argomento “nuovo stadio”, avrei tantissime considerazioni da fare.
    Non potendo però monopolizzare il suo spazio e la sua attenzione, mi limiterò sinteticamente (e quindi un pò frettolosamente) ad osservare che è perfettamente lecito per qualunque imprenditore (tantopiù se possiede una società di calcio) desiderare costruire uno stadio per mantenerlo in proprietà come patrimonio della sua azienda oppure per rivenderlo poi a terzi, oppure ancora per farlo gestire da terzi che pagheranno un canone.
    Una pura operazione imprenditoriale e commerciale, insomma. Perfettamente legittima, si intende, purché essa:
    1) non violi alcuna normativa urbanistica vigente;
    2) venga realizzata esclusivamente con risorse private e non pubbliche; e ciò in quanto, in effetti, in una città e regione come le nostre, le già scarse risorse pubbliche esistenti andrebbero utilizzate per scopi (v. ad esempio infrasrutture stradali e ferroviarie attualmente del tutto carenti) di reale interesse pubblico. Uno stadio nuovo a chi interessa realmente (se non a coloro che lo realizzano per, legittimamente ripeto, guadagnarci)?
    Risposta: pressoché a nessuno, tantopiù che uno splendido stadio già lo abbiamo (basta girare un pò in Italia per sentire i commenti entusiastici di chi abbia visto il Ferraris), e la sua capienza appare più che sufficiente per le necessità di entrambe le squadre cittadine.
    Lei mi dirà: ma un nuovo stadio risponde anche ad esigenze patrimoniali delle suddette società calcistiche (in realtà, dico io, soprattutto di una di esse, che, infatti, è l’unica a battersi in tal senso). Benissimo. Giusto. Che questa società si costruisca dunque, se ne ha le possibilità, il suo bello stadio nuovo (così, almeno, coloro che invece prediligono il Ferraris potranno starsene lì finalmente in santa pace).
    Ma non si pretenda di gabellare i (legittimi) interessi privati per (inesistenti) interessi pubblici.
    Un cordiale saluto.
    Pietro

  6. 6 Lore

    Sono un tifoso genoano che abita a la spezia, complimenti per il blog Vittorio!!! Tornando alla discussione che hai aperto: sarebbe una buona opera costruire un nuovo stadio per noi genoani coaì il Ferraris diventerebbe di nostra proprietà e basta; inoltre un secondo stadio accrescerebbe la città di Genova.

    Grande Vittorio!!!

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