Archive for Aprile, 2007

Una macchina, un amore…

eos.jpgMi sono sempre domandato, com’è che, nonostante tutti dicano di essere in crisi, di vivere in una città dove il mercato non gira, e via dicendo, ci sia sempre qualcuno, per cui invece il mercato prosegue, magari rallenta, ma non si ferma mai. Dico questo, perchè quando incontro Silvano Siri, proprietario dell’autosalone Volkswagen in via Brigata Bisagno, la domanda si ripresenta sempre con estrema curiosità. Genova spesso nasconde peronaggi che hanno un’eccezionale vitalità, producono, comandano (guadagnano naturalmente), si sono affermati e continuano a produrre felicemente anche, appunto, in periodo di crisi. Siri è un personaggio tanto discreto, quanto conosciuto. Per anni innamorato del Genova, ha vissuto tutta la “Prima Repubblica” rossublu accanto ai suoi più significativi presidenti. Oggi è al fianco di un altro “genoanissimo”, Aldo Spinelli presidente del Livorno. Siri è considerato il Richelieu livornese, a fianco di Aldone. Ma anche le belle macchine sono state, e sono, un grande amore: si muove felpatamente nel salone, fra luccichii di cerchioni e forme all’avanguardia, e te ne parla come se ti raccontasse di un incontro fatale. Mi porta in giro e, guardandola con infinito amore, mi presenta l’ultima creatura della casa tedesca: “Si chiama Eos, è il futuro. Basta scegliere tra coupé e cabriolet, la nuova Eos è tutt’e due queste cose, la linea coupé e il piacere di guidare una cabriolet. Che vuoi di più?”
- Posso sperare in un regalo? “No. Assolutamente. Ma te la faccio provare!”
- E’ una macchina da playboy, ci manca la Bardot! “Altri tempi. Ma Eos, non è solo esteriorità. È una bella con l’anima!”
- Ma chi la compra? “Tutti quelli che amano stile, eleganza e il desiderio di piacersi. Look raffinato e sportivo, pelle negli interni, cambio manuale a sei marce. Divertimento assicurato: un piacere guidarla. E il tettuccio in cristallo, l’hai visto? In 25 secondi passi dalla coupé al cabriolet. Credimi è la tua macchina”.
Per me ho qualche dubbio, ma spero che non la scopra mia moglie…
Silvano Siri ama molto lo slogan Volkswagen “automobilie per amore”. E mi dice: “Vedi la macchina è come un amore. E un grande amore ti rende felice per tutta la vita”.

Ma ditemi voi siete d’accordo?

Ma perchè Novellino deve andarsene?

sampdoria_novellino_primopiano.jpgNovellino deve andarsene o deve restare? Sono ossessionato da questo interrogativo dopo aver seguito giornali, televisioni, amici e colleghi che dissertano su questo allenatore e dicono ognuno la loro. Deve andarsene pur avendo dato molto. No, deve restare perché è serio e ama la Samp. Io ho la fortuna di operare, come opinionista, accanto al mio caro amico Maurizio Michieli (capo servizi sportivi di Primocanale), e lui vuole convincermi che è bene che Novellino se ne vada e che è certo che arriverà Mazzarri (Walter anche lui) insieme al bomber Bianchi. Mi ha proposto di scommettere, io non scommetto mai perché sono vile e ho paura sempre di perdere. Michieli sostiene che Novellino ha fatto il suo tempo, ma che comunque è stato uno dei migliori allenatori che ha avuto la Samp. E allora? Perché caro Maurizio, se è bravo deve andarsene? E’ mai possibile che un allenatore sia bravo per quattro anni e al quinto diventi scarso?
Maurizio rispondimi, e anche voi!

Basta, per favore, pensare all’ultima partita…

Enrico Preziosi è davvero uno stravagante personaggio. E’ convinto ormai (ed è bellissima cosa) che il Genoa sarà promosso. Tanto è vero che ha comprato prima il più bel teatro di Desenzano, poi la lussuosa villa di Lele Mora a Porto Cervo. Dove, sembra di capire, celebrerà la promozione. Siamo con lui, nella convinzione che, se c’è giustizia (su tutti i versanti), il Genoa deve venire in serie A. Ma a tal proposito pongo un interrogativo: perchè si continua a parlare solo e soltanto dell’ultima partita fra Genoa e Napoli, come se tutto dipendesse da quell’ultima gara? Non creiamo tensioni o strane ossessioni su quell’incontro: al quale, secondo me, bisogna arrivarci in posizione (dico per il Genoa) assolutamente favorevole rispetto a quella del Napoli. E allora, pensiamo a vincere il più possibile, stiamo tranquilli, non drammatizziamo già da ora, non fasciamoci la testa pensando che tutto si risolverà all’ultima tappa.
Coraggio, ditemi la vostra.

Biasotti piace alle donne

Incontro Sandro Biasotti gongolante. Esce da un incontro con il mondo femminile, tante belle donne che lo hanno applaudito.
Saranno le donne a farla vincere Biasotti? “Non lo so. Certo l’universo femminile a me sta molto a cuore. La donna ha sempre avuto per me fascino e attrazione”.
Per quello che è stato definito uno dei genovesi più eleganti e in una trasmissione televisiva (”Peccati”) è stato considerato un pò vanitoso e anche narcisista?
“Credo che un pò di narcisismo ci voglia quando si diventa uomini pubblici, il piacere di piacersi e di farsi apprezzare anche con un pizzico di presunzione e appunto di narcisismo, sono qualità indispensabili”
Perchè ce l’ha tanto con Burlando?
“Burlando, Burlando. Mi è dispiaciuto perdere. Ero convinto di aver governato bene. Pensavo che i genovesi e i liguri dessero un voto meno politico. E soffro molto a vedere che la Liguria va in rovina”.
Addirittura? Non esagera un pò?
“Penso di no. Padoa Schioppa non ci dà un quattrino, Di Pietro non vuole il Terzo Valico, Mussi toglie fondo all’Iit. Non si fa l’ospedale di vallata nel ponente. Insomma, peggio di così…”
Perchè non ha voluto candidarsi?
“Io penso solo a ri-diventare governatore ligure. E’ il mio obiettivo; nel frattempo lavoro per rafforzare la mia lista e dare una mano a Musso”.
Che vuol dire il suo slogan: “sempre con voi”?
“Vuol dire che ci sono, che sono al fianco di coloro che mi hanno dato fiducia, che non me ne vado, anzi rafforzo la mia presenza accanto ai genovesi. E’ un urlo di fiducia e di speranza”.
“Facciamo il gioco della barca: sta andando a fondo, chi salva dei due amici che sono con lei? Burlando - Pericu”
“Pericu”
Vincenzi - Pinotti
“Pinotti”
Prodi - Berlusconi
“Berlusconi”
Di Pietro - Mastella
“Mastella”

Come sempre divertente e spiritoso, Sandro Biasotti si accinge a vivere anche questa imminente avventura elettorale. Molto disteso.

Garrone “caricato”: arriva il Genoa!

Duccio Garrone, di questi tempi, rimane lievemente nell’ombra, almeno sul piano pubblico: pensa molto alla sua banca San Giorgio, (che sta facendo operazioni di fusione molto allettanti), ma fra le “mura domestiche” con i suoi collaboratori pensa anche alla Samp. Due motivi lo stanno convincendo che la prossima sarà una stagione particolarmente stimolante. O almeno così dovrebbe essere. Ecco i due motivi:
a) la possibilità vera di realizzare la grande opera in area aeroporto con il grande stadio e tutte le strutture connesse. E’ vero che, al momento, se ne parla poco, ma è altrettanto certo che la “burocrazia” romana si sta allentando. Dunque l’opera arriverà in porto
b) il fatto che, con molte probabilità, “l’altra società” (cioè il Genoa) sarà probabilmente promossa alla massima serie, ritornando così all’eccezionale rivalità con i blucerchiati. E questa sarà una “molla” fondamentale in un uomo come Garrone che, al tavolo del gioco (compreso lo scopone) vuole sempre vincere.

Che ne pensate? Fatemelo sapere

Pericu dimentica il Teatro della Gioventù

Leggo, con un certo sconcerto, la lettera, meglio l’urlo d’allarme di Giunio Lavizzari Cuneo, responsabile del Teatro della Gioventù, contro il sindaco Pericu. Costui non avrebbe tenuto in debita considerazione i problemi del Teatro, non avrebbe messo in locandina promozionale lo stesso, abbandonandolo in sostanza al suo destino. Eppure, come sostiene Lavizzari, il Teatro, nato pochi anni fa, sta muovendosi con grande attenzione culturale, offre spettacoli anche molto alti, ma nonostante ciò, è letteralmente isolato. Che vi sia qualche risvolto politico? Non lo crediamo, certamente molta disattenzione se non si è “grandi strutture”. Il sospetto arriva anche dalle ultime riflessioni fatte ed esternate dalla Fondazione Carige, made in Flavio Repetto: “Basta con le elargizioni a pioggia per la cultura, solo attenzione per il Carlo Felice e lo Stabile”.
E’ mai possibile? E tutti gli altri teatri? L’Archivolto, il Garage, il Genovese, lo stesso Teatro della Gioventù? Siamo alle solite lobbies? Siamo ai soliti “inciuci”?

Soru massacra i genovesi

Soru, il governatore della Sardegna, primo “succhiadenari” d’Italia, sta massacrando, con l’ormai storica “tassa sul lusso”, coloro che, con i loro risparmi, con le loro pensioni hanno comprato una casetta in Sardegna. Tra questi, tantissimi genovesi che si trovano ora a dover arricchire un governatore che, unilateralmente, detta leggi per succhiare soldi, solo perchè lo Stato non gli dà quello che dovrebbe. E allora, ecco le leggi regionali che impazzano. Complimenti alla Finanziaria! Il mio collega Giuliano Macciò, ha raccontato sul Secolo XIX, la storia di due pensionati genovesi che avevano, anni fa, comprato una casetta di 65 mq a Cala Gonone. Ora devono pagare 1800 euro per un mese di soggiorno nell’isola, oltre a pagare spazzatura, ICI e l’acqua che è aumentata. Ma possibile che non si possa fare nulla contro questi “dittatori” che decidono da soli e massacrano questi turisti? Tassa sul lusso per una casetta di 60 mq? Ma facciano pagare quelli che nel lusso vivono davvero, vadano da Lele Mora, da Marta Marzotto, dai veri ricchi, non da quelli che hanno vissuto sui loro risparmi. Che ne dite?

Arriva anche il Corriere…

Cosa succede nel mondo del giornalismo genovese? È tempo di rivoluzioni, di innovazioni, di revisioni organizzative. C’è attesa e qualche preoccupazione. Mentre al Secolo XIX si sta pensando ad una ristrutturazione negli organici (si parla di pre-pensionamenti di giornalisti e poligrafici), Garrone e Malacalza (due imprenditori di lusso), decidono di acquistare, in due, il 40% della Cooperativa del “Mercantile” (Angeli e i suoi sono per fortuna, un pò più tranquilli), ma soprattutto c’è nell’aria lo “spauracchio” del “Corriere della Sera” che, nel 2008, dovrebbe scendere a Genova con le pagine locali, completando così il suo scenario regionale in Italia.
Mentre sempre più letti, si dice, siano i “free press” (Leggo, City, Metro) in un panorama sempre più complesso e complicato.

E i genovesi? Leggono sempre meno, dicono gli esperti. Perchè?

Donne in politica

ROBERTA PINOTTI
È la coccola di Maria Latella, la direttrice di “A”; una settimana sì e una no, dedica alla “coscialunga della sinistra” piacevoli servizi. Sempre legati ad un tema: la Pinotti è una vera “donna militare”. Presidente della Commissione Difesa, Roberta, si diverte a spiegare il suo amore per il carroarmato, per l’aereo più veloce, per i militari. Simpatica. Titolo dell’articolo: “Mi piace comandare”. Ha detto: “Ero capo scout e fra le divise sono a mio agio”: Domanda: “E’ vero che lo scorso anno stava per essere eletta Miss Montecitorio?”. Risposta: “Forse ero nella rosa. Però alla Camera ci sono donne molto più carine di me”. Domanda: “Però di avances ne riceve anche lei?”. Risposta: “Questo non posso negarlo…”

MARTA VINCENZI
È sempre sui giornali. Si dice che li abbia conquistati quasi tutti. Mattia Feltri su La Stampa le ha dedicato un’intera pagina e ha riveltato, accanto alle sue molte doti, anche qualche piccolo capriccio come ad esempio quello, voluttuoso forse, quando era Presidentissima della Provincia, di ricevere in ciabatte. Più comode dei suoi tradizionali stivali neri…

PATRIZIA CARMEN MURATORE
Consigliera regionale, molto bella, sicuramente la più bella del gruppo di Di Pietro (Italia dei Valori). Recentemente ha tappezzato la città di suoi grandi manifesti dove annunciava il suo modo di comunicare. Un maligno, tuttavia, (naturalmente giornalista) ha sottolineato che quelle sue foto sul manifesto, erano di tanti anni addietro, ai tempi del liceo… Che malignità!

Ma chi è la migliore? Un voto ad ognuna!

I genovesi sono “peccatori”?

Come molti (spero tantissimi) sapranno, tengo due rubriche di attualità su Primocanale: la prima è “Peccati”, in onda tutti i venerdì sera alle 21, programma che spazia appunto sui “peccati” dei genovesi (e sapeste quanti sono: siamo orm ai alla trentesima puntata) e dove, nella mia “intervista infernale”, tanti amici accettano, con grande spirito e ironia di “mettersi a nudo” davanti alle telecamere; la seconda è “I miei primi settant’anni”, in onda al giovedì sera alle 23.

Mi farebbe piacere dialogare su questi temi, ampliandoli aldilà della trasmissione su argomenti che fanno parte del tessuto sociale della città.
I genovesi sono peccatori? E in che modo e in quale misura?

Circa i settantenni e oltre, ho scoperto che la loro generazione è ancora vivacissima, sono personaggi che hanno ancora tanto potere (e non lo mollano), che producono, dominano, guadagnano. Insomma, una vera e propria generazione. Che si sta scontrando con la generazione che sta alle loro spalle, quella dei 40/50enni, I quali hanno difficoltà, dicono, a inserirsi. Una generazione, quest’ultima, che I sociologi hanno definito, “non-generazione”, quella degli insoddisfatti.

Ma è proprio così?